LA TESI DEL GIORNO

Ragionier Ugo Fantozzi: la maschera dell'Italia contemporanea


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Ragionier Ugo Fantozzi: la maschera dell'Italia contemporaneaNato per esorcizzare la mediocrità dell'italiano medio e la vita aziendale fatta di servilismo e soprusi, il Ragionier Ugo Fantozzi è diventato la maschera dell'Italia contemporanea per eccellenza.

Inventato da Paolo Villaggio nel 1971, Fantozzi è ispirato ad un impiegato collega di lavoro di Villaggio in un'azienda in cui l'attore aveva lavorato. Da subito il personaggio ha avuto uno straordinario successo, tanto che nel 1975 uscirà il primo film basato sui primi due libri ("Fantozzi" e "Il secondo tragico libro di Fantozzi") a cui ne seguiranno altri nove, dando vita a una delle saghe più longeve e popolari del cinema italiano.

Essere fantozziano, fare come Fantozzi sono diventate espressioni d'uso comune che descrivono una situazione penosa e ridicola oppure una persona impacciata e servile con i superiori.

Non solo, manifestazioni del gergo fantozziano come "merdaccia, coglionazzo, vadi, venghi, dichi, fogna di Calcutta, puccettone, salivazione azzerata, mani due spugne, fronte imperlata di sudore, la poltrona in pelle umana, la nuvola da impiegato, il direttore galattico, il megadirettore naturale, il Dir. Gen. Lup. Mann. Gran Farabut" sono entrate a far parte del lessico quotidiano.

Come spiega la dott.ssa Palombo nella sua tesi Fantozzi «ha saputo inventare un lessico particolarissimo, sospeso tra l'astrazione metaforica e le abbondanti degenerazioni burocratiche (una per tutte: l'esilarante, chilometrico Ill.mo Spett.le Dott. Ing. Lup. Mann. Gr. Ladr. Mascalzon. Farabut. e Cialtron… ma si potrebbe continuare con questo andazzo), che è entrato immediatamente nel patrimonio comune degli italiani.
[…] il suo finto congiuntivo è da considerarsi una risposta farsesca al linguaggio del potere. È incapace di parlare non perché analfabeta, ma perché impaurito da una società civile e politica che percepisce come estranea, forse nemica, nella quale i megapresidenti sembrano congiurare seriamente contro il famoso ceto medio impiegatizio.
A volte il comico si caratterizza per il mancato rispetto di una regola, grammaticale o sintattica (ma anche semantiche e pragmatiche), o per il cattivo uso che ne fa, come è dimostrato magistralmente in Fantozzi; la comicità nasce pertanto quando una di queste regole è violata e sono frequenti, nei tanti e recenti studi di linguisti e filosofi del linguaggio, gli esempi comici in cui la regola violata appare evidente per contrasto.»

Fantozzi è forse «la maschera comica più svillaneggiata del secolo» ma che intanto si è «ritagliata un posto nella storia del cinema»; considerata «l'ultima grande maschera della commedia dell'arte, la più importante del '900 assieme a quella di Totò» rivalutata e sdoganata da «un certo buonismo italiota: si è partiti con Totò e non vediamo perché non possa succedere con Fantozzi (a tempo debito, ovvio).»

«Non temiamo certi accostamenti, dunque lunga vita a Fantozzi, o meglio rag. Ugo Fantozzi, per servirla.
Perché continua a farci ridere lo stesso, anche se la comicità degli episodi è targata anni '60 se non prima, con le sue corse ciclistiche aziendali, la dieta dimagrante "alternativa", la settimana bianca ad Ortisei in pieno mese di maggio; forse questa maschera moderna non s'aggiorna coi tempi, ma si continua ad essere dalla sua parte perché anche ora che si è nel Duemila una parte della classe dirigente somiglia a certi tiranni egizio - babilonesi di cui è vittima. E qualcuno parla ancora di "divisione in caste"…»

«Il grande Jerry Lewis diceva che la comicità è sempre la stessa. È la società che cambia, ed intanto sono cambiate molte cose, negli uffici non ci sono più le carte ma computer, un tempo commentava le notizie dei telegiornali, mentre oggi domanda se ieri sera hai visto in tv… ma Fantozzi è una maschera, e come tutte le maschere non può modificarsi molto nel carattere, nel comportamento.»

«Resterà sempre eccessivo, esagerato nella sua goffaggine, nella larghezza dei pantaloni, in vigliaccheria, nella sfiga.
Grazie Fantozzi, e avanti ancora, finché ci sarà spazio nel Millennio che avanza, rassicurati dal fatto che la disgrazia più grossa che possa capitarti in questo mondo davvero tragico è di prendere una botta in testa, che passa subito.»



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Ragionier Ugo Fantozzi. Dalla letteratura al cinema, l'irresistibile ascesa di una maschera moderna