Guaritrici di campagna, medichesse e streghe. La medicina popolare alle origini dell'assistenza e delle cure infermieristiche

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Maja Tommasini Contatta »

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Nell’universo variegato della pratica medica le donne hanno sempre svolto un ruolo di primo piano, costituendo una vera e propria “rete sanitaria” piuttosto fitta, in tutte le epoche e in tutti i luoghi. Questa capacità tipicamente femminile di occuparsi degli altri, di prestare loro cure ed assistenza, ha coinvolto nei secoli donne di tutti i generi, dalle contadine alle religiose, dalle nobili alle scienziate. In tutte le tradizioni e le culture la storia della medicina nasce con le donne e da loro passa poi agli uomini. E’ come se una sorta di archetipo del “curare” vedesse la luce in un ambito matriarcale per poi svilupparsi in quello patriarcale.
Così è anche per l’ontogenesi dell’essere umano che vive, è nutrito e curato per nove mesi e per altri ancora da un utero e da un corpo femminile, prima di entrare in contatto con una figura maschile. Da sempre infatti è la donna che si è occupata dell’assistenza: come madre nei confronti dei propri figli, come moglie nei confronti della famiglia, come infermiera nei confronti della comunità. Concretamente, da sempre, le donne hanno fatto propria la tendenza ad alleviare le sofferenze, a nutrire il corpo e l’anima con tutto quanto la natura offre nel suo generoso grembo. Sono sempre state loro a conoscere le erbe, le pietre, a mescolare gli elementi per farne medicamenti validissimi centinaia di anni prima che nascesse la scienza medica.Il patrimonio di queste donne era immenso;un patrimonio culturale di cui qualcosa è arrivato fino a noi e che ancora qualche donna, nel silenzio, contribuisce a tramandare.In questa tesi vorrei sostenere che l’assistenza ha avuto, in tutte le sue forme, una radice comune: la saggezza popolare caratterizzata dalla profonda conoscenza della natura e dei suoi cicli e dalla corretta interpretazione di segni e sintomi ancor prima che questi fossero analizzati e spiegati dal sapere dotto e accademico.Il motivo che mi ha portato ad affrontare questo argomento è l’interesse per l’aspetto antropologico della professione infermieristica, spesso poco considerato o sottovalutato, con lo scopo di riportare alla luce verità spesso taciute, indagando nell’inconscio collettivo, in ciò che è rimasto di una tradizione tramandata il più delle volte oralmente, da madre a figlia e che ancora oggi sopravvive ai progressi della medicina, della scienza e della società in generale.L’evoluzione della professione infermieristica, con il riconoscimento dell’autonomia professionale e del percorso universitario, ha raggiunto finalmente l’importanza che ha sempre meritato, ma non bisogna prescindere quello che sta alla base dell’essere una helping profession: l’aspetto storico, simbolico e arcaico che ci ha condotto fino a qui.Ritengo che sia importante indagarne le più profonde radici e ripercorrerne il travagliato cammino, per potersi migliorare continuamente e per comprendere non solo il lato tecnico e teorico di una professione tanto difficile e complessa, ma soprattutto quello umano, quello che ci fa affrontare ogni giorno persone diverse, con culture e conoscenze differenti dalle nostre.Ho cercato di intraprendere un viaggio alle origini dell’assistenza infermieristica non fermandomi alle grandi teoriche come la Nightingale o la Henderson, pur se fondamentali e importanti, ma andando ancora più a ritroso nel tempo.Se si fa risalire la nascita del nursing moderno al 1860, anno in cui venne fondata a Londra da Florence Nightingale la prima scuola per infermiere, è anche vero che la pratica del nursing è antica quanto l’umanità.Io sono andata a cercare cos’era il nursing prima di allora, chi potevano essere le prime vere infermiere della storia e su quali basi fondavano il loro sapere.A mio avviso erano già da ritenersi infermiere le medichesse della Scuola Medica Salernitana, erano infermiere le streghe,erano infermiere le levatrici,erano e sono da ritenersi infermiere ancora oggi le guaritrici delle nostre campagne o dei paesi di montagna.Tutte queste figure hanno sempre assolto i doveri che la professione infermieristica moderna richiede: la prevenzione delle malattie, l’assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e l’educazione sanitaria, in maniera non scientifica, con fare empirico e con mezzi semplici e inusuali, andando per tentativi ed errori o per intuizione, mescolando spesso religione, magia e superstizione alla saggezza, e alle poche conoscenze mediche, ma sempre in un rapporto stretto e diretto con il corpo e le evoluzioni della vita.Il mio intento è quindi dimostrare l’ ipotesi che la medicina popolare è alle origini delle cure e dell’assistenza infermieristica, ricercando le fonti storiche e bibliografiche che mi hanno permesso di formulare tale ipotesi e cercando di scoprire il trait d’union che lega la medicina popolare antica e moderna all’attuale assistenza infermieristica.

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INTRODUZIONE Nell’universo variegato della pratica medica le donne hanno sempre svolto un ruolo di primo piano, costituendo una vera e propria “rete sanitaria” piutto- sto fitta, in tutte le epoche e in tutti i luoghi. Questa capacità tipicamente fem- minile di occuparsi degli altri, di prestare loro cure ed assistenza, ha coinvolto nei secoli donne di tutti i generi, dalle contadine alle religiose, dalle nobili alle scienziate. In tutte le tradizioni e le culture la storia della medicina nasce con le donne e da loro passa poi agli uomini. E’ come se una sorta di archetipo del “curare” vedesse la luce in un ambito matriarcale per poi svilupparsi in quello patriarcale. Così è anche per l’ontogenesi dell’essere umano che vive, è nutrito e curato per nove mesi e per altri ancora da un utero e da un corpo femminile, prima di entrare in contatto con una figura maschile. Da sempre infatti è la donna che si è occupata dell’assistenza: come madre nei confronti dei propri figli, come moglie nei confronti della famiglia, come infermiera nei confronti della comu- nità. Concretamente, da sempre, le donne hanno fatto propria la tendenza ad al- leviare le sofferenze, a nutrire il corpo e l’anima con tutto quanto la natura of- fre nel suo generoso grembo. Sono sempre state loro a conoscere le erbe, le pietre, a mescolare gli elementi per farne medicamenti validissimi centinaia di anni prima che nascesse la scienza medica. Spesso alcune di loro hanno rischiato la vita pur di portare assistenza agli altri, molte sono morte ( sante e streghe) nel compimento della loro opera. Il patrimonio di queste donne era immenso; la conoscenza che avevano delle er- 6