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La nozione di montaggio produttivo



IL MONTAGGIO PRODUTTIVO
L’approccio empirico e descrittivo è lontano dall’essere privo di interesse; esso ha inventato, nei suoi esempi migliori, l’essenziale delle funzioni pensabili del montaggio.
La nozione di montaggio creativo o produttivo è abbastanza antica: in Balazs ne parla già nel ’30, dicendo che è produttivo un montaggio grazie al quale apprendiamo qualcosa che le immagini stesse non mostrano; in Mitry nel ’63, l’effetto-montaggio risulta dall’associazione, arbitraria o meno, di due immagini che, rapportate l’una all’altra, determinano nella coscienza che le percepisce un’idea, un’emozione, un sentimento estranei a ciascuna di esse isolatamente. Questa nozione si presenta dunque in realtà come una vera e propria definizione del principio di montaggio, questa volta dal punto di vista dei suoi effetti: il montaggio potrebbe così definirsi come la giustapposizione di due elementi filmici, che genera la produzione di un effetto specifico che ciascuno dei due elementi, preso isolatamente, non produce. In realtà, ogni tipo di montaggio e ogni utilizzo del montaggio sono produttivi: il montaggio narrativo più trasparente come il montaggio espressivo più astratto, mirano entrambi a produrre questo o quel tipo di effetti; il montaggio è, per natura, una tecnica di produzione, e si definisce sempre anche attraverso le proprie funzioni: sintattiche, semantiche e ritmiche.

Tratto da ESTETICA DEL FILM di Nicola Giuseppe Scelsi
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