La cultura e la poetica di Calvino:

Questa pagina è tratta da: La scrittura e l'interpretazione II (riassunto) di Domenico Valenza.

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La cultura e la poetica di Calvino

La cultura di Calvino presenta come elementi costanti di fondo il gusto cosmopolita, l'interesse per le scienze, la tendenza illuministica alla chiarezza e all'esattezza. L'illuminismo di Calvino non è un'ideologia o una visione del mondo che spiega la realtà, ma un metodo che ricorre alla analisi razionale per circoscrivere una complessità che all'intelletto appare sempre più insondabile. Proprio per influenza della tradizione illuministica, Calvino ama una scrittura chiara e precisa.

La poetica di Calvino è affidata a una serie di saggi che ne definiscono la parabola dal 1945 al 1985. Il modo in cui Calvino visse il Neorealismo è esposto nella Prefazione a Il sentiero dei nidi di ragno scritta nel 1964. Egli afferma il carattere collettivo e spontaneo del movimento e l'esigenza sperimentale di creare un nuovo linguaggio; mostra i modelli (Il Malavoglia di Verga, Paesi tuoi di Pavese e Conversazione in Sicilia di Vittorini) e sostiene, per quanto lo riguarda, di aver negato ogni intento documentario: la Resistenza del protagonista è picaresca e fiabesca.

La crisi e il superamento del Neorealismo sono testimoniati dal saggio Il midollo del leone (1955) in cui Calvino, pur accettando ancora l'ipotesi di una letteratura come educazione e impegno morale, respinge la sua subordinazione a compiti documentari e a poetiche di partito.

Ne I saggi Il mare dell'oggettività (1959) e La sfida al labirinto (1962) Calvino crede ancora alla possibilità di studiare la complessità senza farsene travolgere. In La sfida al labirinto, Calvino mette a fuoco l'incapacità dell'uomo di tener testa alla nuova civiltà dell'industrializzazione:  egli non ha "nè strumenti sociali di direzione pubblica nè strumenti individuali di direzione privata".

Di fronte a tale difficoltà, secondo Calvino ciò che occorre è una "mappa del labirinto più partico-lareggiata possibile", e il compito della letteratura sarà "trovare una via d'uscita: è una letteratura della sfida al labirinto che vogliamo enucleare e distinguere dalla letteratura della resa al labirinto".

di Domenico Valenza