Stare all’aperto al nido:

Questa pagina è tratta da: Persone da zero a tre anni (riassunto) di Anna Bosetti.

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Stare all’aperto al nido


Lo spazio esterno come area di apprendimento
Gli attrezzi da usare in giardino dovrebbero essere tenuti in apposite scatole o cestini in un posto ben preciso, preferibilmente in uno sgabuzzino, e dovrebbero essere di dimensioni a misura di bambino. L’attrezzatura minima è un rastrello e una scopa di dimensioni normali, rastrellini con i manici corti, piccole scope (però vere, non giocattoli), carriole, annaffiatoi, palette da giardinaggio e piccoli tridenti.
Cura e manutenzione
Come in una sezione, i bambini possono effettivamente contribuire a tenere il giardino ben curato e piacevole alla vista, e al contempo divertirsi.
Coltivare le piante
La cosa più interessante, se c’è spazio e se c’è un genuino interesse da parte di alcune educatrici, è quello di creare piccoli giardini personali per i bambini. Si possono aiutare i bambini a seminare diversi tipi di fiori e verdure, ad annaffiare le loro mini-aiuole e osservarne i risultati.
Imparare dagli esseri viventi
Già molto prima dei tre anni i bambini possono aver già imparato a non amare e ad aver paura degli insetti, sia quelli che camminano che quelli che volano. La reazione immediata di fronte ad un insetto in giardino è spesso quella di pestarlo. Se esprimeremo il nostro interesse e il nostro rispetto per questi “animaletti” potremo trasmettere ai bambini un modo diverso di vivere queste esperienze e quindi un nuovo atteggiamento. Ogni bambino nel gruppetto potrebbe avere la sua lente e i più grandi si divertiranno ad identificare gli insetti che hanno visto nei libri. I bambini abbastanza grandi per potersi godere un momento di calma e tranquillità avranno piacere ad osservare gli uccelli, se nel giardino c’è una piccola mangiatoia oppure una vaschetta con l’acqua. I bambini possono aiutare a mettere cibi diversi per attirare diverse specie di uccelli. La descrizione amplierà il loro vocabolario.
Gli altri animali
Gli animali come conigli e porcellini d’india possono essere considerati un piccolo patrimonio del nido, purché i bambini si occupino di loro, diano loro da mangiare e che una o due operatrici si assumano la responsabilità precisa di curarli e accudirli durante i fine settimana e le vacanze.
di Anna Bosetti