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Il tradimento evangelico. I tre volti di Giuda


L’accezione negativa legata al termine e al significato del tradimento derivano soprattutto, per la nostra cultura, dalla tradizione evangelica. Giuda è il traditore e il suo nome proprio diviene aggettivo o sostantivo, sinonimi del suo atto spregevole. Eppure, anche nei racconti evangelici, appare la possibilità di significati che propongono il tradimento nella luce di un percorso di conoscenza e autoconoscenza per gli stessi apostoli (ultima Cena: il tradimento si presenta con il suo volto più inquietante e gli apostoli ne percepiscono la vicinanza e apprendono così la propria fragilità, la possibilità di essere colpevoli).
Nel cammino verso la modernità, i significati del tradire continuamente mutano, in un cangiare complesso da cui emergono, talvolta, sensi cui attribuire valore di virtù. Finché nella contemporaneità, il tradimento diviene sempre più questione che regola i rapporti privati, che si gioca nell'intersoggettività, la muta e l'approfondisce nel percorso di mutamento delle relazioni, di conoscenza e autoconoscenza.

Tratto da NUOVE VIRTÙ di Anna Bosetti
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