Charles Sanders Peirce: l'abduzione, la semiosi, i segni :

Questa pagina è tratta da: Le due vie della Semiotica, teorie strutturali e interpretative (riassunto) di Giada Pierallini.

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Nasce a Cambridge nel 1839. La sua formazione è prevalentemente scientifica: a 16 anni entra nel college di Harvard dove il padre insegna matematica. Si laurea in chimica; nel 1864-5 tiene le sue prime lezioni di Logica della scienza. Per varie ragioni, tra cui il suo carattere eccentrico, non riesce ad inserirsi nel mondo accademico. Nel 1869 entra all'osservatorio di Harvard come assistente astronomo. Nel 1907 è ridotto in miseria: alcuni amici gli fanno tenere conferenze al Philosophy Club di Harvard per aiutarlo. Muore per un tumore nel 1914.
Il riconoscimento tardivo della sua importanza è dovuta in gran parte al suo mancato inserimento nell'ambito universitario, che non gli ha consentito la pubblicazione e la circolazione dei suoi lavori. Parte dei suoi scritti sono raccolti nei "Collected Papers", raccolta di 8 volumi pubblicata a Harvard dal 1931 al 1958. Per le 40mila pagine dei restanti manoscritti è in corso un progetto editoriale. Si occupò di matematica, fisica, logica, filosofia. E' ritenuto il fondatore della semiotica angloamericana contemporanea.

Contro il nominalismo e l'intuizionismo


La teoria della conoscenza di Peirce è contro: 1) il nominalismo e 2) l'intuizionismo.
Peirce si oppone al nominalismo in favore del realismo. Il nominalismo è una dottrina filosofica per la quale concetti generali o universali (“animale”, “uomo”...) non esistono come realtà, sono le cessità del pensiero umano per parlare delle cose, sono solo operazioni mentali. Peirce argomenta contro il nominalismo in 3 modi:
- la scienza sperimentale crede all'esistenza di leggi oggettive da scoprire
- se ci sono principi logici interni alla mente, com'è possibile che essi siano universali e comunicabili?
- Il nominalismo contrasta col principio di evoluzione, in particolare con l'idea di un cambiamento delle specie naturali (come si adeguano le operazioni mentali alle modifiche ambientali?)
Peirce rifiuta l'intuizionismo cartesiano, cioè l'ipotesi che parte della conoscenza della realtà esterna sia diretta e immediata; è invece convinto che una conoscenza fondata sul concetto di segno sia una conoscenza mediata. L'esperienza dimostra che la conoscenza procede per ipotesi e assestamenti, anche laddove questa procedura non è immediatamente evidente.
Alla tesi della conoscenza mediata si può opporre l'idea che sia comunque necessario un punto di partenza, una premessa intuitiva nascosta su cui poggiare le inferenze seguenti.
Proni (1990) riporta 3 requisiti che riassumono la confutazione dell'intuizionismo:
- se non è ipotizzabile la conoscenza intuitiva, ogni cognizione è determinata da cognizioni precedenti
- se l'introspezione interna non suppone una conoscenza intuitiva, ogni ipotesi su ciò che avviene al nostro interno ha senso solo in quanto spiega eventi esterni
- l'unica forma del pensiero è quella che si attua attraverso i segni
Insomma il pensiero, secondo Peirce, è obbligatoriamente inferenziale e l'inferenza corrisponde ai 3 requisiti appena descritti.

Deduzione, induzione, abduzione


Se l'uomo non può servirsi di intuizioni immediate per conoscere la realtà, è costretto a fare ragionamenti, inferenze.
- Deduzione
Caso: A (quest'uomo è un governatore)
Regola: se A allora B (se un uomo è governatore, allora riceve grandi onori)
Risultato: B (quest'uomo riceve grandi onori)
Il caso è un'occorrenza a cui viene applicata una regola generale, il risultato è la conseguenza dell'applica-zione della regola al caso.
Il ragionamento deduttivo non comporta alcun rischio: ci si limita a calcolare una conseguenza logica.
- Induzione
Caso: quest'uomo è un governatore
Risultato: quest'uomo riceve grandi onori
Regola: (forse) se un uomo è governatore allora riceve grandi onori
Nell'induzione caso e risultato sono premesse da cui, per generalizzazione, si istituisce una regola. Ma la regola ha un margine di rischio e l'unico modo per confermarla sarebbe verificare sperimentalmente che tutti i governatori ricevano effettivamente grandi onori.
- Abduzione
Risultato: quest'uomo riceve grandi onori
Regola: se un uomo è governatore, allora riceve grandi onori
Caso: (forse) quest'uomo è un governatore
Qui avviene il vero salto logico rischioso. L'abduzione è l'inferenza di un caso da una regola e un risultato. E' una scommessa: nessuno ci garantisce che l'uomo sia governatore, lo ipotizziamo e lo concludiamo noi. Anche in questo caso si dovrebbe ricorrere a una verifica sperimentale.
Per Peirce l'abduzione regola ogni forma di indagine, serve a spiegare i fatti: dato un fatto sorprendente, che non riusciamo a spiegare, siamo portati a fare ipotesi e a stabilire nuove leggi.
Il termine medio, la regola, è la sua chiave di volta. La scommessa sta nel considerare il risultato come un caso da ricondurre a una regola che non è necessariamente l'unica regola funzionante: potrebbero essercene altre ugualmente valide.
Secondo Bonfantini e Proni (1983), il margine di rischio delle abduzioni può dare luogo a almeno 3 tipi di abduzione, con tre gradi ascendenti di originalità e creatività:
- 1° tipo: la legge-mediazione cui ricorrere è data in modo obbligante e automatico o semiautomatico (es. la sensazione: sulla base della nostra costituzione organica una certa sensazione di colore sorge necessariamente come risultato dell'impatto di un'impressione sull'occhio, che il nostro organismo riconduce a una spiegazione semplificata, “questo è rosso”)
- 2° tipo: la legge viene reperita per selezione nell'ambito dell'enciclopedia disponibile (abduzioni scientificamente significative, ad es. ipotesi di Keplero sull'ellitticità dell'orbita di Marte)
- 3° tipo: la legge viene costituita ex novo, inventata (è il caso di quelle scoperte rivoluzionarie che cambiano radicalmente un paradigma scientifico consolidato.

La semiosi: Oggetto, Segno, Interpretante


Se nessuna conoscenza è intuitiva, allora ogni atto di cognizione è mediato. La mediazione è attuata attraverso la semiosi, oggetto di studio della semiotica.
La semiosi è un processo che coinvolge un segno, un oggetto e un interpretante, sempre compresenti.
L'oggetto (o Oggetto Dinamico)è inteso come realtà esterna, ed è il motore della semiosi, è identificabile con “la cosa in sé”, l'oggetto quale esso è. Per rendere conto degli oggetti della realtà esterna, abbiamo bisogno di segni: questi costituiscono il fulcro della semiosi, in quanto mediano tra l'oggetto e l'interpretante. Per svolgere la loro funzione mediatrice i segni devono illuminare l'oggetto, coglierne le qualità, costituirne un'idea.
Il segno per Peirce non è biplanare nel senso in cui lo intendevano Saussure e Hjelmslev, tuttavia in diversi passaggi anche Peirce sembra riferirsi a un'espressione che rimanda a un contenuto. Tant'è che per indicare il contenuto di un segno egli parla di Oggetto Immediato. Se l'Oggetto Dinamico era l'oggetto esterno, quello Immediato è il significato.
L'unica via per delineare il contenuto di un segno, è ricorrere a un interpretante, un altro segno che ci dice qualcosa in più rispetto al segno di partenza.
Se dobbiamo spiegare cos'è un cane a un bambino, gli diremo che è un animale che ha certe caratteristiche, gli mostreremo delle foto, gliene disegneremo uno, gli diremo che può essere fedele ma anche pericoloso: tutti questi segni sono interpretanti che ci servono per delineare un significato del segno /cane/.
Essendo l'Oggetto Immediato l'insieme di tutti gli interpretanti di un certo segno, ne consegue che siano possibili conoscenze solo parziali; ecco perché la semiosi è illimitata, perché il ricorso agli interpretanti è potenzialmente infinito.
Per Peirce c'è un interpretante immediato, una sorta di primo effetto del segno sulla mente dell'interprete; un interpretante dinamico, l'effetto realmente prodotto sulla sua mente; un interpretante logico-finale, un'interpretazione che blocca, anche se solo temporaneamente, il processo potenzialmente infinito della semiosi. L'unico modo per approdare a un punto di stabilità è l'adozione di un abito intepretativo, una tendenza a un comportamento, il più perfetto resoconto di un concetto che si possa esprimere in parole consisterà in una descrizione dell'abito che si calcola che quel concetto produca.
Su questa idea Peirce fonda la dottrina filosofica del pragmatismo.
Esempi sulla semiosi:
/chiesa/ è un segno che sta per un Oggetto Dinamico, che è la chiesa intesa come realtà esterna, in tutta la sua complessità reale e concettuale. Tuttavia usando questo segno, seleziono necessariamente dei tratti dell'Oggetto Dinamico. che mi interessano: potrei parlarne dal punto di vista architettonico, o parlare della chiesa in quanto gerarchia ecclesiastica, commentare le scelte politiche del Vaticano... Queste proprietà vanno a costituire il ground, ciò che viene trasmesso dell'Oggetto Dinamico secondo un certo profilo. L'Ogetto Immediato sarà il contenuto del segno, la somma dei vari grounds. Nel circuito della semiosi questa casella può essere riempita solo facendo ricorso agli interpretanti (foto di una chiesa, articolo di giornale, enciclica...)

La classificazione dei segni: icone, indici, simboli


Peirce propone una classificazione dei segni molto complessa, da cui si possono isolare tre tipologie principali:
- icona: segno motivato per somiglianza con l'oggetto (es. illustrazioni, ritratti, caricature, suoni onomatopeici...)
- indice: segno motivato per continuità fisica con l'oggetto (es. dito puntato verso qualcosa, impronta digitale...)
- simbolo: segno convenzionale (es. segni del linguaggio naturale, della matematica, del codice della strada, dei gradi militari...)

Riepilogo della teoria della conoscenza di Peirce


- La semiotica per Peirce è una semiotica cognitiva: si fonda su una teoria della conoscenza anti-intuizionista (per conoscere è necessario fare continue inferenze, ipotesi, interpretazioni attraverso le quali ci avviciniamo all'approssimazione della realtà)
- L'inferenza fondamentale è l'abduzione
- Se la conoscenza è inferenziale, l'uomo deve servirsi di segni per attivare l'interpretazione
- Oggetto, segno e interpretante sono i tre poli della semiosi, struttura triadica
- L'oggetto è il motore della semiosi (realismo di Peirce)
- I significati si costituiscono grazie ai segni, che mediano tra gli oggetti e gli interpretanti
- Poiché ogni interpretante ne può attivare altri in una catena infinita, la semiosi è illimitata, tuttavia Peirce prevede stadi intermedi di sospensione, ricorrendo all'interpretante logico-finale, che blocca temporaneamente il flusso della semiosi
- Nella classificazione dei segni la tricotomia fondamentale è quella di simbolo, indice, icona
di Giada Pierallini