Fuca Coste e Cocce Priatorije - Origini e storia

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Luca Tomasicchio Contatta »

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Fuca coste a Orsara di Puglia (Fg) e Notte della Taranta a Melpignano dei Greci: eventi turistici per la valorizzazione del territorio di Luca Tomasicchio

“Già ai miei tempi si raccontava che era una usanza molto antica: si svuotavano le zucche , le si scolpivano come teste dei morti (cocce priatorie) e le si usavano come decorazioni.

Al primo novembre, cioè alla vigilia della festa dei Morti noi ragazzi andavamo alla ricerca di ginestre o altri rami e facevamo, in ogni strada o zona del quartiere, dei falò. Con il fuoco che restava si cucinavano specialità locali.

Tutta la gente si riscaldava intorno ai fuochi accesi. Si raccontava che quella notte i propri morti scendevano sulla terra e si mescolavano ai vivi: chi aveva parenti o amici defunti, specie se recenti, ci teneva di più; si lasciavano anche dei resti di quel che s’era mangiato perché potessero servire a chi ci aveva preceduto nell’aldilà. Sono secoli che si ricorda questa tradizione, nella notte magica dei morti.

Di sicuro si pensa che siano stati gli emigranti orsaresi a portarla negli Stati Uniti con le zucche e la festa di Halloween. Quando io ero ragazzo questa era solo una tradizione locale e non aveva nessun influsso particolare. Attualmente, invece, ogni anno questa festa attira moltissimi forestieri.

C’è un’organizzazione capillare e un notevole contorno di ospiti e attività turistiche. Il paese rimane bloccato da migliaia di auto in arrivo in questa notte speciale” (Enzo Castelli, prossimo alla pubblicazione). E come riportato da questa testimonianza, ogni anno, il primo di novembre Orsara di Puglia vive la sua notte incantata, la notte dei “ Fuca coste e Cocce priatorie”, che non è la festa di Halloween.

Qui il significato è totalmente diverso e si confonde nella notte dei tempi in un momento di contatto della popolazione con i propri morti, marcando il passaggio delle stagioni. La notte dei “Fuca coste e cooce priatoriie” affonda le radici nella notte dei secoli andati.

Assorbita e rivisitata dal Cristianesimo (si può senz’altro affermare che, anche con l’evento del fuca coste e cocce priatorije, viene attuata la conservazione del primordiale senso della festa di tutti i Santi, quella istituita da Papa Bonifacio VIII quando la Chiesa sovrappose ed impose una interpretazione cristiana ad una pratica di origine pagana), essa è diventata la festa dei morti.