Skrjabin e il suo “Mysterium”

Laurea liv.I

Facoltà: Architettura

Autore: Cinzia Campolese Contatta »

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Concerto per musica cromatica di Cinzia Campolese

“Negli ultimi tempi Skrjabin parlava più spesso non di “arte sintetica” ma di “arte totale” (la parola sintesi stava ad indicare per lui più una associazione di elementi eterogenei e indipendenti), di un'arte unica fatta di elementi sonori, visivi e plastici; il principio di contrappunto delle singole arti si riconduceva così alla libera combinazione di esse.” Skrjabin non si definiva compositore, ma “traduttore” come disse a Schloezer(amico e biografo del compositore). La musica gli si rivelava come al di fuori di sé stesso; egli doveva, per così dire, materializzarla. Chiamava la concezione originale “idea-quadro” e la sua posizione di artistatraduttore “contemplazione delle cose nella loro unicita`” o anche, usando termini del linguaggio teosofico “se placer sur le plan de l'unitè”. E cosi` descriveva a Schloezer il suo processo compositivo: “Primo momento-intuizione del tutto, atto di sintesi, armoniosa unità, secondo momento-atto di analisi, caduta della visione avuta a mezzo dell'intuizione; terzo momento ricostruzione, creazione di un nuovo tutto, armonizzazione su un altro piano.” Di fatto il metodo compositivo di Skrjabin si articolava nei seguenti stadi: dapprima abbozzava le idee musicali così come si presentavano alla sua fantasia; quindi individuava la loro collocazione concettuale-filosofica, in ultimo passava alla composizione musicale vera e propria. Nell'ultimo periodo della sua vita, che corrisponde ad un cambiamento di ideologie, ben comuni all'epoca, Skrjabin manifestò sempre più chiara la sua adesione alla teoria delle corrispondenze artistiche in analogie universali. Se si vuole seguire diacronicamente quale influenza abbia esercitato sulla sua musica il misticismo teosofico, bisogna innanzi tutto precisare che lo sviluppo del suo linguaggio musicale e della sua elaborazione filosofica non seguono un corso parallelo. Questa concezione di corrispondenze e analogie universali risale ad un'epoca molto antica, tanto da fare parte del passato mistico dell'uomo; un mito infatti e`, secondo la definizione di LéLvi-Strauss,una matrice di significati disposti su linee e colonne, dove, in qualsiasi maniera si legga, ogni piano rimanda sempre ad un altro.