Indice
Tesi di Barbara Motta  |  Pagine: 223

INTRODUZIONE

PARTE PRIMA - L’AGGRESSIVITA’ TRA DEVIANZA E COMUNICAZIONE

Introduzione

1. DEFINIZIONE DI AGGRESSIVITA’
1.1. Fenomenologia del comportamento aggressivo

2. INTERPRETAZIONI TEORICHE
2.1. Il modello deterministico
2.2. Il modello etologico
2.3. Indicazioni sociologiche
2.4. Le teorie coportamentistiche
2.5. Le interpretazioni psicanalitiche
2.6. La psicologia umanistica
2.7. Il dialogo nelle scienze dell’educazione

3. TIPOLOGIA DEL COMPORTAMENTO AGGRESSIVO NELLO SVILUPPO
3.1. Caratteristiche del comportamento aggressivo nell’infanzia
3.2. Sviluppo del comportamento aggressivo infantile

4. ORIGINI E MOTIVAZIONI DEL COMPORTAMENTO AGGRESSIVO IN UNA PROSPETTIVA PEDAGOGICA
4.1. Apprendimento dello stile
4.2. Fattori causa del comportamento aggressivo: la famiglia
4.3. Il gruppo dei coetanei
4.4. La televisione

5. STRATEGIE DI INTERVENTO
5.1. Misurazione del livello di aggressività
5.2. Strategie di intervento
5.3. Programmi di intervento

6. DEVIANZA E COMUNICAZIONE DEL COMPORTAMENTO AGGRESSIVO
6.1. Devianza e aggressività
6.2. Il comportamento deviante come segnale comunicativo
6.3. Prospettive educative

PARTE SECONDA

CAPITOLO PRIMO - IL BULLISMO: DEFINIZIONE, RICERCHE E TEORIE

Introduzione

1. DEFINIZIONE DI BULLISMO

2. I SOGGETTI DELL’AZIONE
2.1. Il profilo del bullo
2.2. Il profilo della vittima
2.3. Come analizzare gli episodi di bullismo nelle scuole

3. LE PROBLEMATICHE CAUSE DEL BULLISMO
3.1. I correlati psicologici
3.2. Il ruolo della famiglia
3.3. I dinamismi di gruppo
3.4. Altri fattori: la televisione
3.5. Il ruolo della scuola
3.6. Una questione di geni
3.7. Una questione di diritti democratici

4. LE DIMENSIONI DEL BULLISMO IN EUROPA
4.1. Una prima analisi del fenomeno: la Norvegia.
4.2. I dati delle ricerche sul bullismo in Svezia
4.3. La ricerca nel Regno Unito

5. IL BULLISMO IN ITALIA: UN PERCORSO DI RICERCA
5.1. La ricerca in Val D’Aosta e Piemonte
5.2. Il bullismo a Bologna: prepotenze e rappresentazione sociale
5.3. Il bullismo nella provincia di Roma: differenze di genere e di personalità nei preadolescenti
5.4. Napoli: conflitto e affiliazione in bulli e vittime
5.5. La realtà calabrese
5.6. La ricerca a Palermo
5.7. La ricerca a Treviglio
5.8. La ricerca in Sardegna
5.9. Episodi di cronaca
5.10.Conclusioni

6. LE RICERCHE EXTRAEUROPEE
6.1. Il bullismo nelle scuole giapponesi
6.2. Il bullismo nelle scuole del Texas, della California e della Florida

7. RIFLESSIONI PEDAGOGICHE

CAPITOLO SECONDO - STRATEGIE DI INTERVENTO E DI PREVENZIONE EDUCATIVA

Introduzione

1. PROGETTO D’INTERVENTO DI DAN OLWEUS
1.1. Misure d’intervento a livello di scuola
1.2. Misure a livello di classe
1.3. Misure a livello individuale
1.4. Effetti del programma d’intervento

2. UNA POLITICA SCOLASTICA CONTRO IL FENOMENO DELLE PREPOTENZE
2.1. Come gestire i comportamenti bullistici
2.2. Rispondere alle aggressioni e risolvere i conflitti

3. STRATEGIE DI INTERVENTO ATTUATE IN ITALIA
3.1. Un percorso volto all’acquisizione di consapevolezza sul problema mediante stimoli culturali
3.2. Intervento sul problema delle prepotenze nell’area del Pontassieve
3.3. Il terzo percorso: cultura del rispetto e della solidarietà

4. L’AZIONE FORMATIVA IN BELGIO CONTRO IL BULLISMO E LA PROIEZIONE IN ITALIA
4.1. Kid screen e la mostra interattiva Bulle & Bulli
4.2. L’esperienza di intervento in Emilia e Romagna

5. L’INTERVENTO DEI GENITORI

6. PROVVEDIMENTI DEL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, CORSI PER INSEGNANTI E INTERVENTI A BREVE TERMINE
6.1. Il progetto pilota del M.P.I. per le scuole secondarie
6.2. Un protocollo d’intesa
6.3. Interventi a breve termine
6.4. Corsi per insegnanti

7. ESPERIENZE ESTERE
7.1. La Childline
7.2. La Comunità terapeutica

8. MATERIALE DIDATTICO E PREVENTIVO

CONCLUSIONE

BIBLIOGRAFIA
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