Sguardi e oggetti nell'opera di Maurizio Cucchi

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Nicolò Canziani Contatta »

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Anteprima della Tesi di Nicolò Canziani

Anteprima della tesi: Sguardi e oggetti nell'opera di Maurizio Cucchi, Pagina 4
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4 Esaustiva e puntuale la spiegazione di Paolo Giovannetti che nota come "[...] In effetti, l'io delle opere poetiche <> è totalmente finzionale, vale a dire nulla ha a che fare con quello dell'autore: si tratta di un personaggio autonomo, quasi di una maschera, che parla secondo un'autonoma percezione della vita.[...]" 3 Le marche enunciative più tipiche della lirica, cioè la coincidenza e la sovrapposizione tra autore empirico ed io lirico- poetante o la focalizzazione interna in un personaggio intra ed autodiegetico, sono dunque infrante non tanto in nome di una "intercambiabilità nei soggetti della percezione"(Grignani,2002 p.124); mi sembra infatti che nella maggior parte delle poesie di Cucchi sia piuttosto evidente come " [...]la presenza dell'osservatore sia costante, stabile ed inevitabile ma a sottrarlo dall'opprimenza dell'io è lo stile,la lingua che Cucchi ha scelto e le regole che si è dato[...]" 4 . Si tratta perciò della fortissima necessità di includere una pluralità di voci, di instaurare un dialogo fra persone diverse che si situino anche in contrasto, in contrapposizione con l'istanza narrante. La "capacità di parlare di sé senza dire io" 5 , postulata da Giorgio Caproni nel 1947, pur se notata dalla critica letteraria accademica ( soprattutto Enrico Testa, Niva Lorenzini, Maria Antonietta Grignani e Paolo Giovannetti) e addirittura considerata come uno dei tratti distintivi e qualificanti della poesia del 3 P.Giovannetti, Modi della poesia italiana contemporanea, Milano,Carrocci,2005,in corso di stampa 4 Vedi nota 2 5 P.V.Mengaldo, "Per la poesia di Giorgio Caproni", p.XXVIII in G.Caproni, L'opera in versi,Mondadori,Milano,1998