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La dieta di Worms e la scomunica


Poi gli eventi precipitarono sia per la pubblicazione degli scritti riformisti di Lutero del 1520 sia perché i suoi scritti vennero bruciati al rogo a Colonia (e Lutero fece altrettanto con le decretali del papa e con la Bolla Exsurge Domini), sia infine per la pubblicazione della bolla di scomunica del 3 gennaio 1521, Decet Romanum Ponteficium. Lo stato, braccio secolare della Chiesa, secondo la tradizione giuridica medievale, doveva prendere atto della sentenza ed eseguire la condanna. Ma Carlo V non la eseguì, non tanto perché aveva giurato al momento della elezione imperiale che nessun suddito sarebbe stato condannato senza prima essere stato interrogato, quanto perché Federico il Saggio aveva ottenuto che si convocasse Lutero alla dieta di Worms e gli si desse la possibilità di difendersi. Era già notevole il fatto che la dieta imperiale volesse dirimere di propria iniziativa una causa religiosa, invece di procedere direttamente nei confronti dello scomunicato. Ci può sembrare un passo in avanti rispetto alle consuetudini del passato, ma ha come immediata conseguenza che l’esegesi dei testi biblici e le riflessioni teologiche con cui si deve rispondere a Lutero verranno proposte e dibattute in una dieta imperiale, che è tra tutte la sede meno adatta opportuna. Il 16 aprile Lutero giunse a Worms e il giorno seguente fu interrogato, ma non volle ritrattare. Il colloquio col Gaetano prima e poi la dieta di Worms mostrano che Lutero fu condannato per il rifiuto opposto all’autorità della Chiesa, con motivazioni che da una parte e dall’altra andavano ben oltre il problema delle indulgenze; e che tuttavia (cosa per lui determinante) non si tentò mai di dimostrare che la dottrina che lui contrastava fosse fondata su una precisa esegesi biblica, sia pure radicalmente diversa.
Tratto da ALLE ORIGINI DEL MONDO MODERNO di Alessia Muliere
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