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L'industrializzazione della Francia


- La Francia avvia l’industrializzazione in un periodo di instabilità politica.
- Nella Francia dell’800 permangono, più che in altri paesi europei, regole dell’economia preindustriale. Permane il modello dell’ancien règime come modello economico francese.
A differenza dell’Inghilterra, in Francia la proprietà fondiaria e l’investimento fondiario rimangono un fattore fondamentale, perché la terra è ancora il simbolo del prestigio sociale.
La Francia di metà ‘700 è già una potenza politica militare, è un paese con una grande presenza sui mercati commerciali, è il paese più mercantilista. Inoltre tra fine 1700 e inizio 1800 sviluppa il commercio.
Nel 1850 la Francia era ancora legata ad un processo industriale lento e graduale: aveva grandi potenzialità ma non è riuscita ad avviare l’industrializzazione. Questo perché si il modello di industrializzazione francese è un modello DUALISTA:
- La società mantiene le NEBUOLCSI PROTOINDUSTRIALI, ovvero si basava sul mantenimento e lo sviluppo della manifattura rurale (in particolare settore tessile), non del sistema di fabbrica, perché queste manifatture permettevano ai contadini di integrare il loro reddito. Il sistema agricolo è integrato con la manifattura. Quando il contadino non lavorava la terra, si occupava della manifattura tessile.
Nel 1830 il sistema agrario francese era ancora arretrato, c’era un’ampia presenza del maggese, e una piccola porzione di coltivazioni foraggere. Durante il 1830 e 40 è avvenuto un processo di trasformazione grazie alla crescita dei redditi agricoli, dovuta all’aumento del volume delle vendite stimolato dalla domanda dei mercati rurali, dai miglioramenti tecnici e organizzativi e dal calo dei prezzi dei beni industriali.
L’aumento del potere d’acquisto degli agricoltori e l’aumento della domanda rurale hanno portato ad una crescita economica del paese.
- La Rivoluzione Francese e le Guerre Napoleoniche hanno cambiato al storia politica francese, ma non hanno favorito l’avvio dell’industrializzazione.
Per arrivare alla Rivoluzione Agraria, ad una Monarchia Costituzionale, alla legge della tassazione con rappresentanza e ai diritti di proprietà, i francesi hanno dovuto ghigliottinare il re e la regina. A metà ‘700 la Francia era potenzialmente sullo stesso piano dell’Inghilterra, per le sue risorse, ma non si è industrializzata come l’Inghilterra proprio per l’instabilità politica.


Cronologia dell’industrializzazione francese


1° TEMPO – 1820-1850 : lunga fase di crescita, senza però una trasformazione strutturale, cioè la Francia ha una grande diffusione della manifattura rurale, ma non si industrializza.
2° TEMPO – 1851-1870/71 : passaggio, decollo all’industrializzazione. Gli economisti utilizzano il termine TO TAKE-OFF per indicare questa fase. In Inghilterra il passaggio all’industrializzazione avviene in modo lento e graduale, mentre nei paesi europei, soprattutto quelli che sono arrivati tardi, hanno registrato un salto, un cambiamento radicale, per questo questa fase viene indicata con quel termine.
In Francia lo Stato ha sostenuto l’industrializzazione con la costruzione delle infrastrutture, in particolare delle ferrovie(modello totalmente diverso da quello del Belgio e dell’Inghilterra).
Le ferrovie hanno portato l’industrializzazione perché:
- Servono ad integrare i mercati e le mobilità delle risorse: riducono i costi di trasporto e favoriscono la divisione del lavoro, la specializzazione.
- Dato che utilizzano il ferro, permettono di sviluppare l’industria meccanica-siderurgica.
In Francia il sud e il centro avevano una vocazione agricola, il nord una vocazione industriale. Le ferrovie avevano il compito di congiungere il sud, che produceva prodotti agricoli con Parigi, e da qua i prodotti venivano commercializzati in tutta Europa.
3° TEMPO – 1873-1885 : fase del grande boom, dell’industrializzazione della Francia, che diventa quindi un paese industrializzato (100 anni dopo l’Inghilterra).
La terza fase parte dal 1873 perché sono sempre le vicende politiche francesi a segnare la storia economica.
Nel 1870 i francesi persero la guerra con la Germania a Sedan: l’Alsazia e la Lorena (dove c’è Strasburgo) passarono in mano ai tedeschi. (nella prima Guerra Mondiale ritorneranno a far parte della Francia).
La guerra ha rallentato il processo di industrializzazione e ha generato una crisi, perché nell’Alsazia Lorena c’erano molti giacimenti di carbone, con la perdita di queste terre la Francia perde questi fattori, e questo incide molto, perché la Francia era legata al tessile.


Modello manifattura-agricoltura e piccole-grandi imprese della Francia


La Francia aveva piccole-medie imprese disperse sul territorio, mentre la presenza di alcune grandi imprese nelle città più importanti, quali Parigi, Marsiglia e Lione. Queste grandi città erano legate alle COMMESSE (ordinativi) dello Stato.
Si svilupparono molto le piccole medie imprese perché l’industria tessile e favorevole alle piccole imprese per diversi motivi:
- Richiedono pochi capitali, non ci vogliono grandi investimenti
- Richiedono meno costi
- Minimizzano i rischi
Però la piccola medio impresa è possibile solo per il settore tessile.
Prima del 1870 il modello francese era basato sul rapporto manifattura-agricoltura, dopo sulle piccole imprese dislocate e la presenza di grandi imprese nelle grandi città.


La lenta crescita della popolazione francese


Per tutta l’Europa nel 1800 gli open fields sono finiti. In Francia questa fine è data dalla violenta Rivoluzione francese. Mentre gli inglesi con la fine della comunità di villaggio hanno una crescita della popolazione, i francesi non crescono perché rimangono sulla terra, trovando un nuovo modello di agricoltura-manifattura, crescendo poco, la terra era in grado di garantire risorse e un buon livello di reddito per tutti.
Questo modello dualistico è legato ad una bassa crescita della popolazione durante l’800. La società industriale ha cambiato radicalmente gli andamenti e le scelte demografiche.
Nell’economia preindustriale era importante avere figli per lavorare la terra, il capitale era costituito dalla forza lavoro. L’economia di mercato elimina quest’esigenza, perché la forza lavoro era data dall’energia a vapore. Le scelte demografiche sono quindi date dalla disponibilità di reddito.
La Francia è un esempio di questo rapporto. La bassa crescita demografica è legata al permanere della forza lavoro in ambiente agricolo. I padri lasciano ai figli la terra, e questi continuano l’attività. Si formano così piccole attività famigliari, diffuse sul territorio, che attraverso la manifattura hanno un buon livello di vita.
Il sistema agricolo permette un livello di reddito sufficiente alle famiglie, per questo le persone non andavano a fare gli operai, non si urbanizzavano. A differenza dell’Inghilterra dove la Rivoluzione Agricola e Agraria segna una rottura: le persone che non avevano da lavorare si spingevano verso l’urbanizzazione e o diventano imprenditori, o operai.
Il rapporto popolazione territorio garantisce lo sviluppo duale tra manifattura e agricoltura.


Crisi agraria del 1885 in Francia


Il modello di industrializzazione francese (agricoltura – manifattura; piccole – grandi imprese) va in crisi nel 1885 con la CRISI AGRARIA che segna tutta l’Europa e la fine del modello dualistico francese, costringendo la Francia trovare un’altra via.
La crisi è data da una consistente afflusso sul mercato europeo di CEREALI e CARNE dagli Stati Uniti, a prezzi molto più bassi perché:
- Per un miglioramento dei tempi e dei costi di trasporto (navi a vapore).
- Per un miglioramento delle linee ferroviarie che avanzavano nei grandi territori agricoli americani portarono ad una diminuzione dei costi di trasporto.
- Perché gli Stati Uniti essendo grandi, possono produrre grandi quantità.
- Per via di una rilevante meccanizzazione delle coltivazioni cerealitiche e dell’estensione dell’allevamento nelle vaste praterie erbose.
NOTA:
Gli Stati Uniti sono ancora un sistema agricolo non industriale.
Tutto ciò genera la crisi perché vengono ridotti i profitti degli agricoltori europei, di conseguenza il loro reddito e il loro potere d’acquisto, tutto ciò porta il sistema manifatturiero ad avere un calo nelle vendite, e quindi di profitti per gli agricoltori e così via…inizia il ciclo!
La crisi agraria genera un rallentamento della produzione manifatturiera ed ad aggravare la situazione, i prezzi dei manufatti non calano, quindi gli agricoltori oltre ad avere meno profitti e reddito, devono comprare i manufatti ad un prezzo troppo alto per loro.
Tutto ciò genera la GRANDE DEPRESSIONE.
Quello che è cambiato dall’economia preindustriale è che i settori economici sono interconnessi, quindi se un settore va male, incide su tutti gli altri settori.
La GRANDE DEPRESSIONE (che colpirà anche l’Italia), porta la Francia a dover adottare un nuovo modello, quello tedesco.

Conseguenze della crisi agraria in Francia


La crisi agraria è legata allo sviluppo
- Della GRANDE IMPRESA
- Da una nuova fase del SISTEMA CREDITIZIO: il CREDITO MOBILIAREO CREDIT MOBILIÈR, che risponde con agilità e prontezza ai bisogni del commercio e delle grandi imprese che stavano sorgendo nel campo delle costruzioni ferroviarie e dell’edilizia. È una forma di banca diversa dalla SOCIETÈ GENERAL DE BERGÈ perché è una società privata d’affari (MERCIAI BANKING – banca d’affari).
Le caratteristiche di questa banca sono:
- Non raccoglie il risparmio, non ha quindi una clientela, ma esercita solo il credito industriale, finanzia le imprese.
- Partecipa al capitale azionario delle imprese.
- Investe in opere infrastrutturali, cioè nelle ferrovie.
Si crea quindi un rapporto tra questo modello di banca e le stato francese, che costruisce le ferrovie secondo il modello della concessione, ovvero la Stato decide le linee, acquista i terreni, segue le progettazioni e costruisce le ferrovie. Gli operatori privati e le società private finanziate dalla banca, gestiscono le ferrovie.

- Intervento dello Stato:
* NELL’ISTRUZIONE TECNICA: nel 1794 lo Stato per la prima volta finanzia una struttura di ricerca e insegnamento legata alla scienza applicata (politecnico).
* NELLA COSTRUZIONE DELLA RETE FERROVIARIA: la rete ferroviaria prese lo slancio nel 1841. La crescita della rete e l’efficienza del sistema contribuirono alla formazione di un mercato nazionale e alla diminuzione del costo dei trasporti.
- Questo cambiamento va di pari passo con il MODELLO AMMINISTRATIVO francese. Cioè la Francia mentre sperimenta un processo di industrializzazione, dopo le guerre napoleoniche, costruisce un nuovo modello amministrativo: gestisce la pubblica amministrazione e le risorse. Si definisce un MODELLO CENTRALISTA CONCESSORIO, ovvero l’amministrazione autorizza le attività, lo Stato interviene all’inizio del processo.
Il modello anglosassone era un MODELLO FEDERALISTA REGOLATORE, dove ognuno può fare quello che vuole a meno che vada contro la legge, e allora viene punito. Lo Stato interviene solo in caso di controversie.
Il ruolo della legge e della pubblica amministrazione ha interagito nel processo di industrializzazione: tutti i paesi europei hanno accompagnato l’industrializzazione a un modello amministrativo, a differenza dell’Inghilterra.


Industria in Francia


La Francia era un paese povero di carbone, penalizzata anche dagli alti costi di estrazione e di trasporto. Alcuni centri industriali del nord-est, in Normandia e nella regione parigina si svilupparono grazie alla disponibilità di energia idraulica, ma quando dovettero sostituirla con il vapore, ci furono dei problemi. La Francia era il solo paese industriale a dover importare carbone per le necessità interne.
La riduzione del reddito agricolo dovuto dalla crisi agraria, privò l’industria dal mercato interno. Questo portò ad un cambiamento del sistema manifatturiero.
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Appunti presi durante il corso di Storia Economica a.a. 2008-09.