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La restaurazione religiosa Augustea


La decadenza repubblicana: allo scorcio dell’epoca repubblicana, la penetrazione di culti stranieri e di etiche mistero-filosofiche (epicureismo e stoicismo), il flusso ormai inarrestabile del pensiero e della cultura greca, con la sua tendenza individualistica che portò al pieno trionfo dell’antropomorfismo, la situazione politica instabile, legata alle lotte politiche, alle guerre civili e al prorompere di personalità forti come Mario, Silla, Pompeo e Cesare, dotati di poteri carismatici, contribuirono allo sconvolgimento dei costumi politici morali e religiosi arcaici e al progressivo scadimento della religione ufficiale dello Stato, ridotta quasi completamente solo all’osservanza di pratiche rituali. Benché già durante quest’epoca fossero avvenuti episodi di repressione da parte delle frange più conservatrici del senato romano per frenare il dilagare di culti misterici ed orgiastici, come la severa proibizione delle associazioni bacchiche in tutta l’Italia nel 186 a.C., tutti sentivano la necessità di una persona nuova che ripristinasse la religione tradizionale romana. Quest’uomo fu Augusto che negli antichi dei e nel loro culto restaurato, troverà il sostegno per dare legittimità al suo principato.
La restaurazione religiosa Augustea: l’intuizione più felice fu quella di accattare il titolo di Augustus decretatogli dal Senato nel 27 a.C. e assunto dal principe in luogo del cognome. Si giunse così per la prima volta alla sacralizzazione del potere politico nella persona dell’imperatore. Egli riuscì ad assicurarsi un potere personale assoluto e a fondare il suo programma politico di restaurazione e di rivalutazione delle tradizioni del passato su due elementi basilari: uno di ricostruzione morale, l’altro di ricostruzione religiosa.
Quest’ultima in particolare mirava ad una rigenerazione del paganesimo nazionale. Il culto imperiale e l’apoteosi: la vera innovazione del programma religioso augusteo, fu quella di favorire, seppure in modo velato, il culto alla sua persona, ponendo le basi del culto imperiale e riuscendo di conseguenza a unificare tutti i popoli dell’impero mediante la creazione di una religione universale.
Tratto da VITA E COSTUMI DEI ROMANI ANTICHI di Alessia Muliere
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