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Aggressività e conflittualità nei rapporti tra adolescenti e genitori


Il cercare di mantenere l’unità familiare e, contemporaneamente, garantire l’autonomia del figlio crea inevitabili conflitti. È solo attraverso il confronto anche aspro e vivace che si avvieranno quei processi di ristrutturazione dei rapporti familiari necessari per sostenere e promuovere la nuova fase del ciclo di vita familiare che comporterà la conquista dell’autonomia del figlio.
I comportamenti che l’adolescente prova a mettere in atto sono i primi segnali di ribellione inviati dal suo “Sé aggressivo” che si contrappone all’autorità e al mondo adulto rivendicando “maggiori spazi di autonomia e movimento relazionale”.
Gli oggetti del contendere non riguardano solitamente temi valoriali o aspetti morali: più spesso si discute per questioni ordinarie, quotidiane (le uscite serali, i soldi, l’abbigliamento, l’aiuto in casa, le amicizie) che, pur apparendo di vitale importanza per l’adolescente, non arrivano ad intaccare il legame affettivo profondo.
Le questioni davvero in gioco sono altre: la possibilità di dire di no, quella di frequentare persone nuove e sconosciute, d’investire in attività scelte in autonomia, di sbagliare e non seguire i consigli degli adulti; in sintesi, di sperimentarsi in prima persona come “differenti” dai propri genitori, sapendo che il salto che si sta per fare non è “senza rete”. Grazie ai conflitti e alla loro soluzione l’adolescente “apprende importanti abilità sociali e sociocognitive quali ascoltare, considerare seriamente le opinioni altrui e riflettere su di esse, unire punti di vista apparentemente opposti”.
Un esito possibile a tale atmosfera di tensione è quello di un atteggiamento di svalutazione, di ipercritica e disinvestimento da parte dei figli nei confronti dei genitori: atteggiamento anch’esso di momentaneo e necessario allontanamento a cui può seguire negli anni un riavvicinamento costruito su basi diverse e più adulte. Ciò non accade in famiglie dove il clima è perlopiù minaccioso ed ostile, poco propizio alla risoluzione dei conflitti che spesso portano l’adolescente ad estraniarsi per evitare contrasti vissuti come inutili.
Ciò che fino a poco prima era vissuto come “funzionale, educativo e tutelante”, carico di affettività, ora viene avvertito come soffocante, rendendo l’atmosfera invivibile e creando un netto rifiuto di riti e consuetudini familiari. È allora che il bisogno d’allontanarsi si trasforma facilmente in conflitto e in aggressività, dimensioni peraltro necessarie per separarsi e individuarsi.
Tratto da ADOLESCENZA E COMPITI DI SVILUPPO di Anna Bosetti
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