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Competenza emotiva degli adolescenti


Per quanto riguarda la competenza emotiva, preadolescenti e adolescenti, di norma, posseggono diverse abilità. Sono infatti consapevoli delle proprie e altrui emozioni, sia quelle di base (felicità, collera, tristezza, paura) sia quelle complesse o sociali (vergogna, imbarazzo, colpa, orgoglio, gelosia, invidia, odio e così via). Hanno un vocabolario piuttosto ricco che consente loro di acquisire e condividere “script emotivi” o schemi di natura culturale che collegano le emozioni ai ruoli sociali.
In particolare, a partire dai 12 anni la maggior parte dei preadolescenti possiede, tra le varie abilità che concorrono a definirne la competenza emotiva, un’articolata comprensione delle emozioni.
La comprensione delle emozioni è un’abilità o capacità che include la conoscenza della loro natura, delle loro cause e della possibilità di regolarle e si articolerebbe in nove diverse componenti. Alcune vengono acquisite già in età prescolare, altre nella fanciullezza, ma alle soglie dell’adolescenza i ragazzi di norma le posseggono tutte, dal momento che superano i compiti sperimentali finalizzati ad attestare la presenza di tale competenza.
Tra le diverse componenti alcune sono più semplici -per es., l’etichettamento delle emozioni a partire da espressioni facciali e il riconoscimento dei tipici “antecedenti” come la percezione del pericolo per la paura, la riuscita per la gioia, la perdita per la tristezza- altre sono più complesse. Fra le componenti complesse vi sono la comprensione della natura a volte mista delle emozioni, la comprensione che è possibile nascondere o dissimulare l’espressione relativa a un’esperienza emotiva e, infine, la consapevolezza che esistono delle strategie che consentono di fare fronte a un’esperienza emotiva insopportabile (dedicarsi a un’attiva che distrae, pensare a qualcosa che può rendere felici e così via)
La capacità di mentalizzare le emozioni costituisce un’abilità importante della competenza emotiva posseduta in adolescenza. Con questa espressione si intende la capacità di riferirsi alle emozioni come stati interni o eventi mentali. La mentalizzazione emotiva è stata indagata attraverso l’uso di predicati come pensare, riflettere, immaginare e così via, che rimandano alla dimensione mentale delle emozioni. Sebbene l’utilizzo di un lessico mentalistico compaia già nella prima infanzia, la consapevolezza piena dei propri e altrui pensieri e sentimenti è raggiunta e perfezionata solo nella fase adolescenziale.
Il passaggio al pensiero operatorio formale e lo sviluppo metacognitivo consentono, di fatto, lo sviluppo di aspetti riflessivi collegati alle emozioni.
Al crescere dell’età cresce l’utilizzo di predicati mentali che nella prima adolescenza è decisamente inferiore a quello dei predicati comportamentali.
Per quanto riguarda la competenza emotiva, gli adolescenti possiedono inoltre capacità di coinvolgimento empatico più raffinate rispetto a quelle dei bambini
Inoltre, in relazione allo sviluppo cognitivo cominciano a condividere emozioni provate non più solo da singoli, ma anche da gruppi di persone (per es., il dolore dei profughi di guerra o dei bambini orfani), aspetto che può mobilitare energie dirette verso cause sociali.
Una componente che favorisce lo sviluppo empatico in adolescenza è la capacità di regolare e mitigare gli effetti prodotti dalla connessione empatica con chi soffre. In altre parole gli adolescenti, rispetto ai bambini, sono più abili nel regolare alti livelli di attivazione negativa.
Inoltre, sviluppano abilità di coping, ovvero capacità di far fronte a emozioni troppo intense o durature, e sono consapevoli di usarle. Tra le strategie di coping emergono il “confronto diretto”, il “sostegno sociale”, “l’auto-controllo”, l”evitamento” e la “fuga”.
Se è vero dunque che in rapporto allo sviluppo e all’ apprendimento le abilità emotive si vengono affinando, è pur vero che i cambiamenti fisici e ormonali del periodo fanno sì che ai ragazzi vengano richieste particolari capacità di gestire o regolare la crescente intensità dei vissuti emotivi, i repentini cambi di tono dell’umore che nel “periodo di latenza” non si erano manifestati in modo tanto evidente.
Tratto da ADOLESCENZA E COMPITI DI SVILUPPO di Anna Bosetti
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