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Emozioni in preadolescenza e in adolescenza: uno sguardo d’insieme


Nel periodo adolescenziale il Sé narratore si impossessa di quel genere narrativo particolare che è dato dalla “storia di sé” o “narrazione autobiografica”. Un evento personale, intimo, quale è l’esperienza emotiva, se raccontato diviene un atto interpretativo, di costruzione e ri-costruzione della propria storia. Per questo motivo lo studio delle emozioni, condotto attraverso l’approccio narrativo, consente di ottenere una conoscenza non solo del “nome” attribuito a una data emozione provata in relazione a particolari eventi, ma anche del significato che quell’ emozione o esperienza emotiva assume per la persona che racconta.
Dal punto di vista evolutivo il Sé farebbe la sua comparsa tra i 3 e i 4 anni di vita del bambino, quando questi acquisisce la capacità di produrre racconti dotati di un ordine logico e cronologico, animati da protagonisti che compiono azioni in vista di obiettivi specifici. Il Sé narratore durante l’adolescenza si esprime attraverso capacità narrative sofisticate che permettono di parlare della propria vita ricostruendone autobiograficamente gli eventi più significativi.
Bruner suggerisce un modello dialogico in cui il Sé si costruisce dialogando e comunicando con gli altri individui in particolari contesti socio-culturali. Riprendendo in parte Vygotskij, egli introduce espressioni quali Sé transazionale, che sottolinea la strutturale e originaria disposizione dell’essere umano a inserirsi e a partecipare al gioco di condivisione dei significati, e Sé distribuito, ovvero situato socialmente e culturalmente.
Bruner si interroga quindi su quali siano i segnali, gli indizi che più rivelano il Sé all’interno di una narrazione autobiografica. Egli individua indicatori di azione, di impegno, di risorse, di riferimento sociale, di valutazione, di qualità/affettività, di riflessività, di coerenza e di localizzazione. Tale approccio è stato il punto di riferimento per un’analisi dei dati basata sulla sintesi degli indicatori del Sé bruneriani.
Tratto da ADOLESCENZA E COMPITI DI SVILUPPO di Anna Bosetti
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