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Le manifestazioni della rabbia

Le manifestazioni della rabbia


A livello fisiologico, la rabbia ha un’ampia varietà di manifestazioni. Le modificazioni sintomatiche del viso che meglio esprimono l’emozione della rabbia, come la contrazione violenta delle sopracciglia, lo sguardo feroce, il digrignare i denti, l’arrossamento del volto dovuto al flusso di sangue che accentua i capillari sono ben riconoscibili in tutte le culture.
I mutamenti psico-fisiologici che si verificano in concomitanza alla rabbia sono: accelerazione del battito cardiaco, aumento della pressione arteriosa e dell’irrorazione dei vasi sanguigni periferici; queste risposte organizzano l’individuo ai fini dell’azione, ma non generano il comportamento. La risposta comportamentale effettiva deriva da una complessa interazione tra la tendenza all’azione e i processi cognitivi che seguono alla iniziale disposizione ad agire.
In genere, la rabbia rappresenta la tipica reazione alla frustrazione e alla costrizione sia fisica sia psicologica tuttavia queste non costituisco no in sé le condizioni sufficienti perché si origini l’emozione della rabbia; altri fattori risultano implicati nel processo di attivazione di questo stato emotivo, per esempio la responsabilità e la consapevolezza che si attribuiscono alla persona che induce frustrazione o costrizione.
La rabbia è quindi uno stato emotivo che accresce nell’organismo la forza e l’energia dei movimenti, i quali possono essere impiegati per ottenere un utile cambiamento o l’appagamento di determinati bisogni.
Una manifestazione di rabbia associata al tentativo di eliminare un ostacolo potrebbe essere definita “costruttivista”, proprio perché tale emozione si rivela utile a innescare un cambiamento rispetto alla situazione originaria. Vi è un sostanziale accordo tra diversi autori nel considerare la rabbia utile alle relazioni interpersonali nonostante possa avere, in certi casi, effetti sgraditi. Infatti, la si osserva generalmente nell’ambito di rapporti che si presumono essere durevoli, che si fondano perciò sull’aspettativa di una serie di piani congiunti collegati tra loro.
Ci si arrabbia maggiormente con le persone a cui siamo affettivamente legati, perché sono quelle che più possono farci soffrire e di cui temiamo l’abbandono.
L’emozione di rabbia molto intensa può essere iper-controllata perché le regole sociali ne condannano l’espressione, oppure per paura di esserne sopraffatti. È anche possibile che un iper-controllo protratto nel tempo sfoci poi nella manifestazione di rabbia esplosiva, inappropriata al contesto.

Tratto da ADOLESCENZA E COMPITI DI SVILUPPO di Anna Bosetti
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