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Galleria Comunale di Cagliari


La Galleria Comunale di Cagliari è ubicata all’interno dei giardini pubblici e l’edificio che la ospita nasce come polveria regia, caratterizzata dal punto di vista architettonico da uno stile neoclassico.
Il nucleo originario era rappresentato dalla collezione civica di artisti sardi, a cui si aggiunsero la collezione d’arte contemporanea e la collezione Ingrao.

La collezione Ingrao viene pervenuta a Cagliari nel 1999 per iniziativa del collezionista da cui prende il nome ed è costituita da opere d’arte che abbracciano un periodo che va dall’800 alla seconda metà del ‘900. Ovviamente, come tutte le collezioni private diventate in seguito pubbliche, continuano a rispecchiare i gusti personali del collezionista.
Essa si può suddividere in tre nuclei:

• Opere di Umberto Boccioni, maestro del futurismo italiano, unico tema a cui non corrispondono le opere ospitate a Cagliari. Il motivo potrebbe risiedere nel costo troppo alto delle opere futuriste oppure nei gusti stessi del collezionista orientati più verso l’arte figurativa.

• Opere di Giorgio Morandi, comprendenti alcune nature morte, numerosi disegni e l’epistolario. Molte delle opere di Morandi che facevano parte della collezione furono tuttavia cedute.

• Opere di Nino Maccari, riferibili a una pittura di tipo impressionista.

L’ordinamento della galleria prevede una logica di tipo cronologico, che tiene tuttavia conto anche degli stili, delle scuole e dei movimenti: comincia all’incirca negli anni ’40 dell’800 per concludersi negli anni 50-60 del ‘900.
Questo percorso occupa i due piani di cui si compone l’edificio museale fino alla collezione Ingrao, che rappresenta una cesura a partire da cui il percorso non segue più tali criteri: le pareti non sono più bianche e le opere sono vicine le une alle altre. Lo scopo era quello di sottolineare il fatto che le opere appartenessero prima a una collezione privata.

Le cosiddette “stanze del collezionista” sono peraltro un punto di congiunzione tra le due collezioni della Galleria e il punto di contatto è rappresentato dalla “Pietà” di Francesco Ciusa.
Ciusa è il protagonista della collezione dedicata agli artisti sardi, che ospita i gessi originali delle grandi sculture degli anni ’10.

La collezione sarda è ospitata all’interno di un’aula ottenuta nel 2003 dopo la sistemazione della collezione Ingrao. È pervenuta in seguito anche la Biblioteca Ingrao, fruibile al pubblico e comprendente testi relativi agli artisti della collezione stessa.

Tratto da MUSEOLOGIA di Roberta Carta
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