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La storia dell'Escorial




Nell’ambiente dell’Escorial, invece, si venne a creare, per volontà del re Filippo II, un tipo di cultura di carattere essenzialmente erudito ed esoterico, usando un linguaggio spersonalizzato. Uno dei personaggi che lavorò all’Escorial fu Herrera, attraverso il suo trattato in cui riprende il tema del cubo. Il Taylor ha il merito di aver fatto osservare che la figura cubica, come è il tema del trattato herreriano, compare al centro dell’affresco del Cambiaso raffigurante la Gloria, nel coro di San Lorenzo all’Escorial. Infatti anche in tale affresco i cubo, posto ai piedi del Cristo e del Dio Padre, diviene il fulcro della composizione, e in termini tali da non costituire un elemento occasionale. Innanzitutto va rilevato che il contesto iconografico in cui il Cambiaso ha collocato il suo cubo è la rappresentazione della Trinità e tale rappresentazione adombra un preciso intento religioso, che si attua anche nella decorazione della biblioteca escorialense, dove, in corrispondenza della figura che impersona la Teologia, sono rappresentati il Concilio di Nicea e la condanna di Ario. In realtà, l’esaltazione del dogma della Trinità costituiva una delle preoccupazioni più vive per la chiesa tridentina, a causa del diffondersi dell’eresia antitrinitaria presso gli anabattisti. È indispensabile domandarsi se l’inserimento del cubo nell’affresco dell’Escorial sia stato suggerito al Cambiaso dall’Herrera e per puro intento emblematico oppure se a tale scelta non fosse interessato il Cambiaso stesso, per ragioni di implicazione simbolica. Per il Cambiaso, il cubo aveva importanza soprattutto dal punto di vista stilistico, come modulo di proporzionamento della figura e secondo l’accezione che tale modulo aveva assunto per opera di Michelangelo. Si servì del cubo come misura proporzionale per le sue architetture. Il Cheuca Goitia ha rilevato come nella cattedrale di Valladolid il cubo sia l’unità di misura, il principio numerico su cui si basa l’intera costruzione e come sul modulo del quadrato siano anche costruite le piante della chiesa e del chiostro.
La forma cubica sembra essere l’elemento dominante anche nella costruzione e nella decorazione dell’Escorial. La chiesa di San Lorenzo ha una pianta quadrata ed è interessante che tale pianta si faccia risalire al Paciotto, seguace di Michelangelo, e che lo stesso Sigüenza l’abbia posta in relazione alla pianta di San Pietro in Roma. Ma la forma cubica non è presente solo come elemento di stile, come pura forma; in un ambiente come quello dell’Escorial, tende ad assumere anche un valore simbolico, accentuando l’ambivalenza tra forma e contenuto emblematico che era già nell’arte di Michelangelo.
L’affresco raffigurante la Gloria del Cambiaso come gli affreschi del Chiostro degli Evangelisti mostrano un’accezione particolare del linguaggio michelangiolesco. Si parte dalla cubizzazione dei seguaci per arrivare a un’astratta, quasi allucinata realizzazione formale. Vi è la volontà di trascendere il reale attraverso la mortificazione e si è alla ricerca di una forma immutabile e al di fuori del tempo, che sia geometrica per poter rappresentare la nuova idea disciplinare di Dio.

Tratto da ARTE MODERNA di Gabriella Galbiati
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