Skip to content

Che cos’è il capitale umano?

Definizione di Capitale Umano della Treccani:
«Insieme di capacità, competenze, conoscenze, abilità professionali e relazionali possedute in genere dall’individuo, acquisite non solo mediante l’istruzione scolastica, ma anche attraverso un lungo apprendimento o esperienza sul posto di lavoro e quindi non facilmente sostituibili in quanto intrinsecamente elaborate dal soggetto che le ha acquisite. Pur non potendo essere misurate univocamente, le componenti del c. u. determinano tuttavia la qualità della prestazione erogata dal detentore, concorrendo ad aumentare la produttività di un’impresa e a qualificarla, influenzandone i risultati.
Capitale umano come patrimonio dell’impresa. Investire in c. u. significa, da parte di un’azienda, curare la formazione professionale e tecnica dei propri dipendenti; così come disperdere, sprecare un rilevante c. u. corrisponde a una utilizzazione solo parziale, malaccorta o improduttiva delle conoscenze e competenze dei propri collaboratori. In questo senso, il c. u. si riferisce anche all’insieme di quelle capacità e abilità che consentono l’ottenimento di un reddito da parte dell’individuo che le possiede. Il reddito percepito dagli individui in cambio della prestazione dei loro servizi è pertanto interpretato come remunerazione del loro c. umano. Le spese destinate all’accrescimento delle conoscenze, capacità e abilità (per es., le spese destinate all’istruzione) degli individui sono investimenti in c. umano. Si stabilisce così una particolare analogia fra c. u. e c. non umano (attrezzature e impianti). Gli investimenti in c. u. sono destinati ad accrescere la capacità produttiva e i redditi degli individui; gli investimenti in c. non umano sono finalizzati all’incremento delle capacità produttive e dei redditi delle imprese. Resta tuttavia fondamentale la differenza, per quanto concerne i titoli di proprietà, di questi due tipi di capitale. Il c. u. può essere posseduto solo dall’individuo in cui esso è incorporato e non è alienabile tramite compravendita; il titolo di proprietà del c. non umano può essere invece oggetto di scambio sul mercato.
Evoluzione del concetto di capitale umano. Sebbene indicato con termini diversi, il concetto di c. u. è stato a lungo familiare agli economisti, ma è solo a partire dagli anni 1960 che è stato sviluppato e ha ricevuto notevole attenzione. Contributi di particolare rilievo si debbono a T.W. Schultz, G. Becker e J. Mincer. Il concetto è stato inserito in un’analisi generale del comportamento umano basata sui principi di fondo della razionalità economica. Negli anni 1980 e 1990, questo tema è oggetto di rinnovato interesse da parte dei teorici della crescita endogena che considerano il c. u. uno degli argomenti della funzione di produzione e sottolineano l’interdipendenza fra crescita economica e sviluppo del c. umano. In tal senso programmi di addestramento e riqualificazione contribuiscono all’aumento del c. u., favorendo così l’evoluzione del sistema nel suo complesso e le condizioni di reddito dei lavoratori. L’attuale dibattito nella letteratura economica individua soprattutto nella conoscenza e nelle competenze individuali gli elementi principali di cui si servono le imprese per mobilitare in maniera integrata risorse interne ed esterne, impegnando forza lavoro più qualificata e adeguata alle esigenze di un Paese a economia avanzata.»

È un tema molto complesso, dove ci sono varie definizioni e pensieri a riguardo.
Altri aggettivi che possiamo associare a capitale cancellando umano:
• Sociale
• Proprio
• Circolare
• Finanziario
• Debito
• Fisico: ad esempio macchinari
• Intangibile
• Umano: specificazione diversa di capitale, entrata nella riflessione quando si è capitato il forte contributo nel lavoro, alla creazione di benessere.

Il capitale è una dotazione, inoltre si utilizza il termine capitale perché può essere accumulato.
Contributo Youtube: Human Capital Finance.
Per produrre una collettività ha bisogno di: Terra, Macchinari, Lavoro, Capitale finanziario.

L’ accumulazione del capitale umano migliora:
• La produttività dei lavoratori: esprime quanto si aggiunge (produttività media e marginale, entrambe valutano il contributo che un lavoratore da alla produzione, che dipende dal suo capitale umano).
• La qualità della vita degli individui: migliora sicuramente quello che fanno le imprese, migliora la società non solo dal punto di vista economico ma anche sociale.
• La produttività delle imprese
• La possibilità di crescita del sistema economico

• La coesione sociale (capitale sociale)

Il capitale umano è un fattore della produzione Y= f( K,L)
Siccome però il lavoro L non è uguale si utilizza Y=f(K,H) dove H sostituisce L.

Non parliamo più di lavoro ma di capitale perché l e capacità lavorative non sono qualcosa di statico ma possono mutare nel tempo, per tanto si usa il sostantivo capitale perché può essere accumulato.
L’idea è che il lavoratore ha delle conoscenze e se accumula capitale saprà fare di più, è un capitale dinamico non statico.

La teoria economica definisce il capitale umano come:
• Abilità innate (patrimonio che ognuno di noi ha, donato dalla natura, il capitale umano è diverso per le diverse persone, sulle abilità innate si può costruire),
• Istruzione (tutto il percorso scolastico va ad incidere sul capitale umano),
• Formazione (diversa dall’istruzione, sono corsi di formazioni che non rientrano nel sistema scolastico, corsi che accrescono le nostre competenze, anche le imprese contribuiscono alla formazione degli individui),
• Abilità acquisite (alcune abilità possono essere acquisite),
• Competenze accumulate.

Il capitale umano dell’individuo dipende anche dal contesto familiare in cui vive, contesto sociale, dalle relazioni che lui individuo riesce a intrattenere nel contesto in cui è inserito.

L’entità del capitale umano accumulato dall’individui dipende da:
• La genetica (abilità innate).
• La salute.
• L’investimento su sé stesso e l’impegno dell’individuo (istruzione, formazione, abilità acquisite, competenze).
• L’investimento “quantità e qualità” da parte delle collettività (istruzione, formazione, abilità acquisite, competenze) basse tasse per l’Università pubblica segnalano che la società vuole investire in individui più istruiti.
• L’investimento “quantità e qualità” delle imprese (formazione, abilità acquisite, competenze) siccome ne hanno un ritorno in termini di produttività.
• L’ambiente in cui vive (nazione, città, famiglia, compagni di scuola, amici, ecc.) abbastanza provato che le mie scelte sono condizionate dalle scelte degli altri intorno a me.
• Le caratteristiche del posto di lavoro, società più arretrate non investono nel capitale umano perché non ci sono posizioni lavorative che permettono un ritorno economico, l’ambiente conta.

Un mondo ideale è dove ognuno fa il massimo che può, se ognuno potesse contribuire alla vita collettiva al massimo delle sue possibilità la società starebbe meglio, questo è un motivo per cui siamo preoccupati dell’alta quota di giovani NEET = Not engaged in Education, Employment or Training (in Italia si attestano al 34%, l’Europa sta sotto al 20% in media), queste persone non danno alcun contributo, non è che non sono capaci semplicemente non hanno l’opportunità di darlo, coloro che sono fuori dal processo produttivo (disoccupato) non tutti lo sono per scelta, anche laddove tutti lavorassero se l’accumulazione di capitale umano non fosse adeguata alle potenzialità di ogni individuo la società starebbe peggio di come potrebbe stare, in termine di funzione di produzione, produzione massima = se e solo se non ci sono sprechi, questo vale sia per il capitale fisico (es: macchinari che non vengono utilizzati, le società possono avere questo problema anche sul capitale umano ad esempio ne hanno a disposizione di meno di quanto ne potrebbero creare, questo succede quando un individuo dotato non può accedere al percorso scolastico che può affrontare a partire dalle sue abilità).

Parlando di “accumulazione” assumiamo implicitamente che il capitale umano sia un bene d’investimento, gli individui potrebbero accumulare il capitale umano come: Bene di Consumo, Bene di Investimento.
Molta gente studia e migliora le proprie abilità per un motivo diverso dal ritorno che può ottenere dal mercato di lavoro. Per ogni individuo la quota di consumo ed investimento è diversa.

Nella teoria economica neoclassica il capitale umano viene considerato prevalentemente un bene d’investimento.
Gary S. Becker si è dedicato allo studio del capitale umano e alle sue relazione con la crescita economica, estese la ricerca economica a discipline come la sociologia, la demografia e la criminologia e per aver mostrando come i fattori economici influenzino il processo decisionale anche in area che in precedenza i ricercatori consideravano dominante da comportamenti abituali e spesso decisamente irrazionali.
Becker sottolineava che la formazione e la conoscenza non hanno ricadute solo sulla sfera economica ma anche su: Salute, Matrimonio, Famiglia, Crescita dei figli, Capacità di pianificare meglio le risorse, Migliore adattabilità agli imprevisti.

Negli ultimi tempi almeno tre fenomeni hanno contribuito ad accrescere l’importanza del capitale umano:

1. La globalizzazione economica ha portato le persone a muoversi le persone molto più rispetto al passato, la globalizzazione ha accentuato notevolmente lo spostamento dei capitali, è un fenomeno mondiale ed alcuni hanno sofferto in maniera maggiore rispetto ad altri. La globalizzazione quindi ha sia lati positivi che negativi, sul lato italiano ha più aspetti positivi, alcuni paesi stanno offrendo delle opportunità migliori rispetto a quelle che possiamo offrire noi. La globalizzazione ha sollecitato la migrazione di molte attività economiche, soprattutto quelle ad alta intensità di lavoro poco specializzato e governabili anche a distanza, dai paesi avanzati a quelli in via di sviluppo. La maggiore interconnessione tra attività economiche svolte in diverse aree del mondo ha accresciuto l’importanza di dominare le tecnologie ICT e ha esaltato le capacità relazionali.
2. La terziarizzazione dell’economia. Elemento di natura storica, la manifattura pesa meno in termini di occupazione sul totale nel periodo più recente, questo cambia le prospettive e il bisogno del sistema economico interno del capitale umano, impiegato a seguito della terziarizzazione dell’economia.
3. Le tendenze demografiche. La quota di persone attive nel mercato del lavoro, si ridurrà progressivamente per via della scarsa natalità e dell’allungamento della vita media, una manodopera più anziana è molto meno flessibile ad esempio.
Per sopportare la forte pressione competitiva è necessario puntare su produzioni nuove, fondate sulla conoscenza e sul capitale umano, e di far parte di una rete di network mondiali, uscendo dall’ambito locale.

A seguito della terziarizzazione:
• Si è ridotta l’importanza di caratteristiche quali la forza fisica dei lavoratori,
• è cresciuto il ruolo delle competenze professionali (competenze informatiche, linguistiche, creatività, problem solving) che permettono al lavoratore di fronteggiare situazioni complesse ed inedite,
• Più in generale si è assistito ad una progressiva riduzione di lavoratori poco qualificati.

Secondo l’approccio della “Scuola di Chicago” (Schultz, Mincer, Becker) il capitale umano incide sulla produttività dell’individuo e quindi sulla sua retribuzione.
I differenziali salariali ci consentono di misurare le differenze in termini di capitale umano accumulato dagli individui.

World Economic Forum pubblica un rapporto sul capitale umano, una classifica che valuta la capacità dei paesi di valorizzare i propri lavoratori, usando 4 parametri:
1) Istruzione,
2) Salute e benessere,
3) Occupazione,
4) Ambiente di lavoro.
( http://flashedu.rai.it/ieduportale/economia/saadia_zahidi.mp4 spiegazione Report del 2016 sul capitale umano).

Elementi del capitale umano (Elements of Human Capital):
• Capacity: level of formal education of younger and older generations as a result of past education investment
• Development: Formal education of the next-generation workforce and continued upskilling and reskilling of the current workforce.
• Deployment: Skills application and accumulation among the adult population
• Know-How: Breadth and depth of specialized skills use at work.
Ciascun elemento viene diviso in ulteriori sottosezioni, incrociando queste sottosezioni con l’età anagrafica.
Capire cosa succede mi consente di dire cosa sarebbe auspicabile che quelli del potere facessero.
I paesi dell'Europa Occidentale e del Nord America sono quelli con maggior investimenti sull’ human capital.


Tratto da ECONOMIA DEL CAPITALE UMANO di Mattia Fontana
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.