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Contabilità analitica aziendale: classificazione dei costi

I costi vengono aggregati per:
- DESTINAZIONE : la contabilità analitica è una contabilità direzionale, quindi non interessa la differenza tra costi stimati e costi al manager, mentre interessa sapere ad esempio:
IL COSTO DEL VENDUTO = rimanenze iniziali ( stimate) + acquisti (certi) – rimanenze finali (stimate); oppure
COSTO DEL PERSONALE = stipendio (certo) + oneri previdenziali + accantonamento a fondo TFR (stimato).
Al manager interessa il costo del prodotto totale, non i singoli elementi che invece interessano all’aggregazione per natura.
- COSTO DI PRODOTTO
ALTRE CLASSIFICAZIONI DEI COSTI:
- COSTI PREVENTIVI : sono costi revisionali, come quelli del budget economico, che vengono stimati per l’anno successivo. Servono per controllare e verificare la differenza (se esiste) con il costo effettivo.
- COSTI CONSUNTIVI : rilevati dopo che si sono manifestati. Si trovano in Conto Economico e servono per quantificare il reddito d’esercizio.
- COSTI EFFETTIVI : basati su elementi legati alla realtà, si basa sull’esperienza storica
- COSTI STANDARD : costi ipotetici, ovvero costi in condizioni ideali di andamento di gestione dell’azienda, quindi con una normale o addirittura massima efficienza.
L’analisi dei costi standard prevede un’analisi delle variazioni di prezzo o di qualità, che permette di capire ciò che sta alla base di queste due variazioni.
- COSTI VARIABILI : costi che variano al variare della produzione con proporzionalità variabile.
- COSTI FISSI : costi costanti al variare della produzione in un certo periodo di tempo determinato (breve termine – 12 mesi) perché nel medio-lungo termine tutto varia.
- COSTI SEMI-FISSI : rimangono costanti per intervalli di produzione, ma crescono con l’aumentare di questa. Esempio: costo del personale.
I costi fissi e variabili riguardano:
- la flessibilità di un’azienda: maggiori sono i costi variabili, più l’azienda è flessibile.
- Quanto bisogna produrre per non avere delle perdite.
- COSTI SPECIALI  : sono quei costi che riguardano un unico “centro di costo”, ovvero l’oggetto della mia analisi; quindi sono tutti quei fattori produttivi che vengono utilizzati per un solo reparto o per la produzione di un prodotto o servizio. Esempio: lavanderia delle stanze.
- COSTI COMUNI : riguardano il funzionamento di tanti centri di costo. Esempio: imposte.
- COSTI DIRETTI, OGGETTIVI : I costi diretti sono i costi speciali, ma non tutti i costi speciali sono diretti, come ad esempio il costo dell’energia elettrica di una stanza. I costi variabili sono costi diretti.
- COSTI INDIRETTI, SOGGETTIVI : (i costi fissi sono costi indiretti). Tutti i costi comuni sono indiretti, inoltre si calcolano in modo indiretto anche quei costi speciali che sarebbe troppo costoso calcolarli in modo diretto. Viene definito soggettivo in quanto ogni azienda utilizza un proprio criterio per l’imputazione, in funzione del ragionamento scelto il risultato finale sarà diverso.
COSTI SPECIALI TIPICI:
- meterie prime
- manodopera diretta
COSTI COMUNI TIPICI:
Sono tutti gli altri costi che non si possono imputare in maniera specifica ad un determinato bene. Questo costo deve essere ripartito in modo empirico.

Tratto da ECONOMIA AZIENDALE, UN'INTRODUZIONE di Valentina Minerva
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