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Illuminismo industriale


L’ illuminismo industriale si ricollegava al programma di Francis Bacon (1561-1626):
• comprendere la natura per controllarla e migliorare le condizioni di vita materiali dell’uomo.

• Metodo di indagine sperimentale-induttivo

L’illuminismo propugnava infatti il progresso tecnico e materiale, incivilimento, vittoria della ragione sulla natura; ideali di giustizia, uguaglianza, libertà, abolizione privilegi, monopoli, corporazioni ecc, promozione del mercato.

L’idea era quello di liberare l’economia dell’epoca dai vincoli che la caratterizzavano perché nel ‘700 c’era ancora retaggio medievale con opportunità distribuite in modo ineguale. Promuove invece un programma politico che sfocia nella rivoluzione francese la quale va contro ai privilegi solo per alcune classi che avevano bloccato lo sviluppo economico.

L’illuminismo promuove anche un mercato delle idee (prima c’era un potere costituito che definiva cosa fosse un sapere accettabile o meno vedi Copernico) ora invece le idee per l’illuminismo vanno valutate tramite metodi riconosciuti: supporto sperimentale, procedimenti matematici, osservazione.
Si crea così un mercato aperto della conoscenza: chi ha un’idea la propone al pubblico per avere diffusione e farla validare o contestare.

L’illuminismo è anche avverso alla tutela dei diritti della proprietà intellettuale (il brevetto quindi non viene visto di buon occhio) perché si pensa che tutti debbano entrare a conoscenza dell’attività inventiva anche se ci sono filoni diversi e contrastanti; per alcuni sarebbe importante tutelare coloro che hanno avuto un invenzione riconoscendo la proprietà intellettuale.

Quanto alla cornice istituzionale dell’innovazione nell’Inghilterra del ‘700 e ‘800, la tutela della proprietà intellettuale non ha dato contributo decisivo è più importante un regime fiscale non predatorio nei confronti dei profitti di impresa.

Il finanziamento dell’attività innovatrice e imprenditoriale (venture capital) non richiedeva somme ingenti ed era spesso fornito da reti informali. Il capitale umano era fornito più dall’apprendistato che dalle scuole.

Tratto da ECONOMIA DELL'INNOVAZIONE di Mattia Fontana
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