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Farmaci nella terapia del Diabete Mellito tipo 2


Gli scopi della terapia nel DM tipo 2 sono: evitare le complicanze acute (es. iperglicemia) e croniche (aterosclerosi, retinopatia, nefropatia, ) e garantire una buona qualità della vita.
Con una diminuzione dell’1% dell’emoglobina glicosilata diminuiscono significativamente l’esposizione alla morte per diabete, gli attacchi cardiaci, le complicanze microvascolari e la malattia vascolare periferica.
Una delle strategie terapeutiche nel DM tipo 2 consiste nell’utilizzo degli antidiabetici orali che hanno lo scopo di: ridurre l’insulino-resistenza, ristabilire un adeguato profilo insulinemico, contrastare la lipotossicità e ridurre la glucotossicità.
Gli antidiabetici orali si suddividono in: secretagoghi (sulfoniluree, glinidi), insulino-sensibilizzanti (metformina, glitazoni), modificatori dell’assorbimento intestinale (inibitori dell’-glucosidasi intestinale)”.
Le sulfoniluree agiscono a livello dei canali voltaggio-dipendenti del calcio determinando un rilascio di insulina; riducono l’emoglobina glicosilata dell’1-2%.
Le glinidi hanno un meccanismo d’azione a livello della β-cellula che permette un veloce legame e distacco al recettore stimolando un rilascio precoce di insulina.
La metformina ha un meccanismo d’azione che consiste nella riduzione della produzione epatica di glucosio poiché aumenta la risposta del fegato all’insulina; riduce l’emoglobina glicosilata dell’1-2%. In alcuni casi, a dose elevate, favorisce un calo ponderale di 2-3 kg, che può migliorare l’azione dell’insulina a livello del tessuto muscolare.
I glitazoni determinano un aumento della risposta all’insulina del tessuto adiposo e muscolare; riducono l’emoglobina glicosilata dello 0,5-1,3%. Il rosiglitazone migliora anche la sensibilità all’insulina, aumenta i livelli di HDL, riduce gli acidi grassi liberi, trasforma le LDL piccole e dense in LDL più grandi e fluide; questa terapia non è associata ad aumento del grasso viscerale, riduce l’escrezione urinaria di albumina e riduce la pressione arteriosa diastolica. In generale quindi i glitazoni hanno un’ampia gamma di effetti: diminuiscono l’iperglicemia, gli acidi grassi liberi, le LDL piccole e dense, la pressione arteriosa, lo stress ossidativi, il PAI-1 e aumentano le HDL. I glitazoni sono usati anche in associazione con metformina nei pazienti obesi.
Gli inibitori dell’α-glucosidasi intestinale hanno un meccanismo d’azione che consiste nel ritardare l’assorbimento intestinale dei carboidrati; riducono l’emoglobina glicata dello 0,5-1%.
Tratto da ENDOCRINOLOGIA di Lucrezia Modesto
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