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Aristotele. Analitica e sillogismo


Aristotele a questo punto stabilisce alcune relazioni tra proposizioni universali e particolari: così potranno esserci contrarie (non possono essere entrambe vere, ma possono essere entrambe false) contraddittorie (devono necessariamente essere una falsa e una vera).
Ciò che A. intende studiare è la forma comune alle varie proposizioni che possono formarsi: egli usa il termine analitica, ma questo tipo di indagine lo ha fatto considerare il padre della logica formale. 

Utilizzando delle lettere variabili egli studia negli Analitici primi  come sia possibile costruire ragionamenti corretti e ravvisa nel sillogismo (ragionamento concatenato) la forma di essi. Costituito da tre proposizioni due premesse e la conclusione (T 24). Esso è tale che se le premesse sono vere la conclusione non può essere falsa. Ma la conclusione non dipende necessariamente dalle premesse perché queste ultime possono essere false ma dare una conclusione vera. 
Il sillogismo sarà corretto se seguirà determinate regole che uniscono due termini detti estremi e un terzo termine detto termine medio il quale deve essere presente in entrambe le premesse ma essere assente nella conclusione.

Tratto da FILOSOFIA ANTICA di Carlo Cilia
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Aristotele