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Aristotele. Principi di non contraddizione, di identità e del terzo escluso


Aristotele distingue poi tra principi propri di ogni singola scienza e principi comuni ossia validi per tutte le scienze (Es/ Il tutto è maggiore della parte) ed hanno un carattere di “autoevidenza”.
Il principio di non contraddizione (è impossibile che una stessa cosa sia e non sia allo stesso tempo), Il principio di identità (A è A e non può essere non-A) e il principio del terzo escluso (A o è B o non è B) sono principi che non possono essere dimostrati se non procedendo per assurdo (confutazione).
Con questa distinzione tra i principi  rifiuta l’idea di una scienza universale come Platone e Senocrate sostenevano; nonostante ciò però egli non nega l’esistenza di principi comuni detti anche assiomi, perché questi rientrano nell’indagine filosofica. Ad ogni modo la ripartizione delle scienze è utili a delimitare il campo e le leggi che devono disciplinarlo cosicché ciò che è proprio della geometria (figure) non avrà nulla a che fare con ciò che è proprio dell’aritmetica (numeri) tranne nel caso in cui ci sia subordinazione (ottica - geometria).

Tratto da FILOSOFIA ANTICA di Carlo Cilia
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