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Definizione di invecchiamento e sua classificazione


Insieme di modificazioni fisiche e psichiche, non dovute a malattia, che intervengono in tutti gli individui dopo la maturità e che riducono gradualmente la capacità di adattamento allo stress e di mantenimento dell’omeostasi. E’ irreversibile e produce un aumento della suscettibilità alla malattia. L’invecchiamento è diverso da uomo a uomo ed è la sommatoria dell’invecchiamento cronologico, biologico, sociale, psichico. Esso dipende per il 30% da fattori genetici e per il  70% dall’ambiente. Esistono diverse teorie sull’invecchiamento; alcune, le epifenomenaliste (per es. teoria dei radicali liberi), partono dall’osservazione della realtà e si domandano perché avvengono i cambiamenti, altre, le genetiche, si chiedono se la longevità è controllata geneticamente, altre ancora unificano le due teorie precedenti attribuendo la causa sia all’ambiente che ai geni.
A causa di anomalie nella risposta cellulare ai danni del DNA, si possono verificare le sindromi pregeroidi; queste determinano un rapido e prematuro invecchiamento e alcuni esempi sono: la sindrome di Down, sindrome di Turner, sindrome di Gilford (ridotta capacità di riparazione del DNA), Parkinson.
L’invecchiamento può essere di tre tipi: normale, di successo o patologico.
Esso è caratterizzato da molti cambiamenti che si verificano con l’età indipendentemente dalla malattia, si presenta in modo differente negli individui e gli organi invecchiano tutti con velocità differenti. I fattori che agiscono sull’invecchiamento sono: genetici, stili di vita, ambientali, alimentari ecc. Si parla di invecchiamento con successo quando vi è un basso rischio di malattia e disabilità, è preservata la capacità mentale e psico-sociale (attività fisica, svago, divertimento, relazioni interpersonali).


Tratto da GERIATRIA di Lucrezia Modesto
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