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Oppiacei: morfina, eroina nella medicina legale


Accanto e oltre alla dipendenza di ordine psichico (tipica delle tossicomanie da allucinogeni o da cocaina) può instaurarsi una vera e propria condizione di dipendenza fisica.
In tale categoria sono compresi:
a. l’oppio e in particolare i suoi derivati: morfina, codeina, narcotina;
b. l’eroina;
c. le sostanze morfino-simili.

Morfina


La dilazione terapeutica fondamentale è la cura del dolore; quantità di 10 mg che non causano stupefazione o depressione del respiro sono più che sufficienti a far scomparire dolori anche di una certa entità.
La dipendenza si conclama con la comparsa della sindrome di astinenza che appare circa 12-20 ore dopo la soluzione dell’ultima dose e raggiunge il massimo di intensità circa 24-48 ore dopo.
Essa scompare gradualmente nei casi favorevoli in 10-14 giorni.
La crisi di astinenza è caratterizzata sostanzialmente da tre fasi: nella prima il soggetto presenta sudorazione, malessere generale, insonnia, vomito, diarrea; nella seconda presenta un’intensa sensazione di freddo con tremori e dolori acuti addominali; nella terza compaiono contrazioni, crampi, cefalea, talora delirio, ecc…
Si può arrivare fino al collasso cardiovascolare con complicazioni che possono richiedere somministrazione terapeutica di morfina per evitare la morte.
La dose minima letale per singola soluzione è di 200 mg.

Eroina


L’azione analgesica e la tossicità sono superiori a quelle della morfina; la maggiore tossicità per via endovenosa è dovuta soprattutto al rapido passaggio nel sistema nervoso centrale.
La dose minima letale per singola soluzione è di 100 mg.
Le ragioni principali della notevole incidenza di mortalità sono legate alle condizioni di clandestinità in cui avvengono il commercio e l’uso della sostanza, nonché l’impiego di aghi non sterili e errori di dosaggio.

Tratto da MEDICINA LEGALE di Stefano Civitelli
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