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Le iniziative Faro dell'Unione Europea


L’UE prevede 7 iniziative faro che individuano delle priorità assolute:
L’Unione dell’Innovazione (ricerca e innovazione)
Youth on the Move (istruzione, occupazione)
Agenda Europea del digitale (innovazione)
Un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse (cambiamento climatico ed energia)
Una politica industriale per l’era della globalizzazione
(occupazione)
Un’Agenda per le nuove competenze (occupazione, ricerca e innovazione)
Piattaforma Europea contro la povertà (lotta alla povertà)

“Faro” sulla POLITICA INDUSTRIALE (importante perché l’Italia esprime un vicepresidente della Commissione, Tajani, Commissario all’industria e all’imprenditoria).
I punti più rilevanti sono i seguenti:
- la crisi ha dimostrato come tutti i servizi siano volatili, al contrario del settore manifatturiero (in crisi ma non annullato) → bisogna tornare al settore manifatturiero, ma in una forma estremamente tecnologica e innovativa (mentre l’Italia aveva tentato di allontanarsi da questo settore, affidando la manifattura ad altri Paesi e conservando l’Italian Concept come una sorta di “servizio”) → ritorno all’industria;
- è necessario migliorare il clima imprenditoriale, specialmente per le PMI (che sono le più deboli e costituiscono il 99% delle imprese in Italia, dove esse soffrono particolarmente per la contrazione del credito), promuovendo l’accessibilità dei finanziamenti;
- bisogna promuovere la ristrutturazione dei settori in difficoltà;
- la Commissione si adopererà per favorire l’INTERNAZIONALIZZAZIONE delle PMI (punto inserito nella strategia dagli Italiani, particolarmente toccati da questo problema);
- devono essere ridotti gli oneri alle imprese e abbreviare i tempi necessari per lo svolgimento degli adempimenti (tallone d’Achille italiano, dato che il nostro Paese è uno dei pochi in cui un’impresa deve rivolgersi a un notaio per molti tipi di atti).

Ogni Stato dovrà esporre i propri risultati nei campi di cui si occupa la strategia comunitaria. Non esiste una vera e propria sanzione (come nel caso nel mancato adempimento delle direttive), ma una sanzione di tipo “politico” (una forma di moral suasion, ovvero di soft law): l’obiettivo non è punire chi non si allinea ai target approvati, ma far sì che vi sia una convergenza il più ampia possibile verso dei risultati comuni.
La sanzione sarà una RACCOMANDAZIONE: non avrà forza legale, ma sarà uno strumento forte se, nei singoli Paesi, sarà portata all’ordine del giorno nella discussione politica, al fine di mettere in luce le responsabilità dei governi nel mancato adempimento.

YOUTH ON THE MOVE
Obiettivo: integrare e potenziare i programmi dell’Unione già esistenti in materia di giovani.
Tratto da IL PROGRAMMA EUROPA 2020 di Luca Porcella
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