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Peccati capitali nei tornei medioevali per Giacomo



Il discorso di Giacomo dimostra che di scorta ai tornei vi sono i 7 peccati capitali. 1) Orgoglio, superbia, perchè quelli agiscono per essere lodati dagli uomini. 2) invidia = per gloria e supremazia.  3) ira = scopo di colpire l'altro; 4) triste disgusto, accidia = i cavalieri trovano insipidi i beni spirituali e se vinti fuggono tristi e vergognosi; 5) avarizia = fatto prigioniero l'avversario gli estorcono cose; 6) gola = sperperano in festini; 7) lussuria = vogliono piacere dalle donne impudiche. per questo motivo la chiesa ha rifiutato la sepoltura cristiana a quelli che periscono nei tornei. I cavalieri non solo hanno i peccati propri del loro ambito ma anche quelli di altre classi sociali, come l'invidia dei poveri, la tristezza dei monaci, la cupidigia dei borghesi e l'ingordigia dei chierici. Nei tornei letterari dell'epoca troviamo molti di questi motivi. E in quelli reali? Il torneo era per giovani cavalieri celibi, per cui il giostrante ha già qualcosa in conflitto col suo status, e l'obiettivo diventa guadagnare i favori delle dame, o sposarsi. Il torneo è allenamento, e la chiesa saprà riversare questi giovani smaniosi nelle crociate. La chiesa lo combatte: il torneo è infatti non solo ricerca di amore e violenza, ma anche di guadagno. Le manifestazioni si chiamavano nundinae, stesso nome delle fiere, e scopo delle giostre era catturare uomini, armi e cavalli. Ne consegue un grosso traffico di denaro., un'attività finanziaria che entra in concorrenza con quella della chiesa.  Dal 1130 i concili di reims e clermont condannano i tornei, chiamati con questo nome solo nel 1179. L'exemplum di Giacomo costituisce un elemento delle lotte oratores-bellatores, trovando una collocazione nella lunga rivalità medievale tra i due primi ordini della societa, dal momento che la chiesa rimprovera al cavaliere dei tornei non solo di commettere peccati propri al suo status, ma anche ad altri. L'exemplum mette in luce come questa ostilita' si manifesti tra il sec XII e XIII, quando il torneo prende il posto della crociata e il denaro si riversa nelle donazioni per divertirsi. Per esprimere questa lotta tra ordini, gli schemi di classificazione sono più appropriati in quanto abbinano tradizione delle credenze ai cambiamenti delle circostanze.
Tratto da L'IMMAGINARIO MEDIOEVALE di Dario Gemini
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