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I bambini dotati di scarsa empatia

I bambini dotati di scarsa empatia


I pochi bambini che hanno perso le naturali capacità empatiche li troviamo soprattutto in due tipi di famiglie. Innanzitutto quelle in cui i bambini subiscono violenza fisica e psichica e/o abusi sessuali. Vivono un’esperienza negativa, di mancato rispetto per la propria integrità e per i propri limiti, e perdono la sensibilità per gli altri. Hanno bisogno di adulti che siano pronti a dar loro una dose massiccia di calore, comprensione, cura e sostegno, aiutandoli a ricostruire i loro naturali limiti e la loro capacità di provare sentimenti.
Poi ci sono le famiglie in cui i genitori si comportano da “stazioni di servizio”. Madri e i padri che fanno di tutto per proteggere i figli dalle esperienze e dai sentimenti sgradevoli e cercano di rendere la famiglia un piccolo paradiso in cui nessuno deve essere frustrato o infelice. Questi bambini crescono in una comunità in cui i sentimenti più significativi sono preclusi e in cui i genitori si sentono in dovere di nascondere quello che provano. In una simile situazione i bambini non hanno occasione di sviluppare una sensibilità per i sentimenti degli altri, e i risultati si vedono quando cominciano a frequentare la scuola materna.
Più o meno lo stesso si verifica nelle famiglie in cui i genitori cercano di evitare a tutti i costi i conflitti e di soddisfare ogni minimo desiderio dei figli. I genitori reprimono le proprie esigenze e nascondono le proprie emozioni, logiche o irrazionali che siano. Così tolgono ai figli la possibilità di imparare ad adattarsi agli altri e a rispettarli.
Per un sano sviluppo i bambini hanno bisogno di genitori che stabiliscano i limiti nel proprio stesso interesse, dei genitori affettuosi, vitali e anche irrazionali, capaci di reggere i conflitti senza per questo mettere in discussione il rapporto di amore che li lega ai figli.
Ecco ora in sintesi le condizioni più importanti e irrinunciabili perché i bambini possano sviluppare le loro facoltà empatiche innate e il loro potenziale sociale:
• Non bisogna compromettere le loro potenzialità empatiche.
• I genitori devono esprimere chiaramente i propri sentimenti e le proprie esigenze.
• I genitori devono rapportarsi ai figli con empatia e con “simpatia”.
• I bambini devono poter sperimentare la delusione, la frustrazione e il dolore senza che i loro sentimenti vengano negati o relativizzati.
• I genitori devono “collaborare” fra loro e dimostrare disponibilità reciproca anche nel rapporto di coppia.
• La famiglia deve essere un luogo in cui tutti sono visibili, vengono ascoltati e presi sul serio.
• Piuttosto che fare prediche, i genitori devono creare le occasioni perché i figli possano mostrare la loro empatia e comprensione agli altri bambini.
Anche all’interno di una stessa cultura gli adulti possono esprimere empatia e comprensione in molte maniere diverse — verbalmente, con i gesti e con la mimica. Alcuni sono più propensi a chiudersi nel silenzio e a tenersi rispettosamente a distanza. I bambini imitano il comportamento degli adulti per loro più significativi; quindi è inutile spiegare loro che certi comportamenti sono positivi o negativi. Disconoscere le capacità empatiche di un bambino o di un adolescente è di norma un errore, e non è assolutamente segno di empatia.
Tratto da LA FAMIGLIA È COMPETENTE di Anna Bosetti
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