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Iperserialità


La serialità è una temporalità interna dei testi che si fa tempo del palinsesto, scandisce il flusso, dà ordine ai frammenti e regola la fruizione dei testi, ed è un meccanismo basato sul tempo (è il ritorno ciclico di eventi e/o la loro evoluzioni cronologica); ma è anche una temporalità esterna dei testi che appartiene allo spettatore (appuntamento fisso che scandisce la settimana e la serata, ruba il tempo a chi lo guarda, riempie l’intervallo tra un segmento e l’altro, tra un episodio e l’altro e tra un stagione e l’altra).
Riferendoci alla classificazione di Eco, possiamo suddividere la narrativa televisiva in serie [la narrativa suddivisa in episodi (segmenti narrativi autoconclusivi senza sviluppo cronologico delle vicende)] e serial o saga [la narrativa suddivisa in puntate segmenti narrativi aperti con sviluppo cronologico delle vicende)].

Inizialmente negli USA ad ognuno dei 2 formati viene affidato un genere (la serie è commedia e dramma e il serial mette in scena vicende melodrammatiche); successivamente le due declinazioni si avvicinano con la serie prodotta da MTM Hill Street Blues (1981): influenzata dal modello di Dallas (prima soap opera in onda con successo nel prime time e che introduce la continuità narrativa interepisodica), Hill Street Blues fa propri alcuni aspetti del serial, determinando la nascita della serie serializzata che diventerà la formula dominante. Le caratteristiche di questo genere sono la compresenza di 3 elementi fondamentali: anthology plot (ogni episodio mantiene la sua autonomia con una storia autoconclusiva); running plot (ogni episodio presenta un continuità narrativa interepisodica e un’evoluzione cronologica attraverso vicende che in genere sono collegate alla vita personale del personaggio/dei personaggi; può essere tradizionale, stagionale, interstagionale e l’ endlessly deffered narrative (il differimento narrativo riguarda solo una singola questione e un insieme di domande relative ad essa.
Quindi la nuova serie fa propria la non chiusura della soap opera, ma se ne distacca per forma (la soap opera non finisce mai se non per contingenze produttive), contenuti (la serie serializzata ha un unico mitrarch) e realizzazione.
Tratto da LA TELEVISIONE COME TESTO ESPANSO di Francesca Masciadri
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