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Il leader politico spettacolare


Un passo verso l’evoluzione del leader avviene con la campagna elettorale per le elezioni del 1983; la novità è l’esistenza di un emittente televisiva privata a dimensione nazionale; Canale 5, Italia 1 e Rete 4 trasmettono in tutta Italia anche se non sono unite e costituiscono reti private nazionali.
Le televisioni diventano per i partiti uno strumento per far conoscere se stessi e i propri programmi.
Nell’elezione del 1983 il teleschermo ha un ruolo importante e si parla della prima campagna elettorale televisiva.
Il cambiamento è quantitativo in quanto decine di emittenti realizzano programmi per la campagna elettorale e la televisione si apre oltre che ai leader nazionali anche ai leader e candidati minori; a partire da questa data la televisione diventa uno strumento fondamentale per lo svolgimento di ogni campagna elettorale.
Il cambiamento è anche qualitativo infatti alcuni programmi imitano le tribune della Rai, utilizzano registri e stili meno ufficiali e convenzionali; la formula utilizzata per le questioni politiche è a metà tra la vecchia intervista e il talk show.
La televisione commerciale offre ai candidati un spazio nuovo e richiede un adeguamento al proprio linguaggio e ai propri modelli infatti la televisione funziona se racconta storie e presenta personaggi e quindi al fianco dei leader compaiono mogli, figli e il leader esce dalla riservatezza accettando di diventare un personaggio pubblico. 
Il corpo privato del leader si ricongiunge con il corpo politico.
La personalizzazione è uno dei cambiamenti indotti dalla televisione come anche la spettacolarizzazione della politica  e dei suoi personaggi e dunque il leader diventa protagonista di show che devono essere attraenti come l’esponente stesso.
La rubrica Le ugole del Palazzo trasmessa nel 1983 all’interno del programma Cipria ideato e condotto su Rete 4 da Enzo Tortora dove i politici si esibiscono: Pietro Longo, segretario del Psdi cantò la canzone La vie en rose , poi si esibisce nelle altre puntate con L’uccellin che vien dal mare, si getta con il paracadute intonando Nel blu dipinto di blu, vestito da subacqueo canta Pinne, fucili ed occhiali e in onore delle origini genovesi canta Ma se ghe pensu sulla tolda di un piroscafo con un salvagente intorno al collo.
Questi sono personaggi di secondo piano infatti nessuno dei grandi leader partecipa a Le ugole del Palazzo, i leader rispondono per il momento solo alle domande dei conduttori anziché dei giornalisti come avviene nel programma di Rete 4 Italia Parla; una formula che modifica le forme tradizionale del confronto politico contaminandole con gli ingredienti dello spettacolo e del varietà.
Nel corso degli anni’80 l’irruzione della televisione nella politica induce alla creazione di un leader vendibile; questo non è il caso del Psi e del Pri che hanno il volto del partito in Bettino Craxi e Giovanni Spadolini e puntano su una personalizzazione della comunicazione.
Nei manifesti elettorali dei due partiti domina l’immagine, il viso, il sorriso e non sono più poste le argomentazioni e le promesse, c’è solo il leader e in secondo piano il simbolo del partito con l’appello al voto accompagnato da brevissimi slogan.
Non tutti i partiti hanno leader vendibili secondo i criteri della nuova comunicazione politica e o ci rinunciano come il caso del Pci p percorrono strade rischiose come nel caso della Dc che cerca di rinnovare il partito, ma questo porta ad una perdita del 7% al Senato e di oltre il 5% alla Camera.
La Dc non riesce ad adattarsi a questa personalizzazione; nel 1987 dalla collaborazione fra la Spes, l’Eurisco e l’agenzia pubblicitaria Rscg nasce una campagna famosa anche per anticipare il nome del futuro partito di Berlusconi: “Forza Italia: fai vincere le cose che contano. Vota Dc”. I responsabili della comunicazione capiscono che a differenza del concorrente del Psi Bettino Craxi, al Dc non aveva una faccia perché aveva tante facce infatti un insieme di voti facevano la Dc.
In questa nuova dimensione della politica-spettacolo il leader politico deve essere comunicativo e spendibile.
I temi politici passano in secondo piano di fronte all’abilità del politico a gestire il suo rapporto con il pubblico; l’attenzione e l’interesse si spostano sule capacità comunicative.
Politica e televisione decidono di spostare la scena della politica dalle piazze agli studi televisivi, la politica si fa sotto gli occhi dei telespettatori.
Quando nel 1987 Craxi liquida a Mixer il patto della staffetta è la prima volta che una decisione politica importante che porta alle elezioni anticipate, è annunciata in televisione prima che in parlamento.
E’ l’avvio di una forma di democrazia della diretta che vede politici prediligere studi e telecamere; dal discorso della “discesa in campo” di Berlusconi nel 1994 tramite un videomessaggio registrato al ritiro della fiducia al governo Prodi da parte di Rifondazione comunista sul palco del Maurizio Costanzo Show nel 1996.
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