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Giove pre-politeistico nella storia delle religioni



Alcune osservanze rituali affidate al flamen dialis sono compatibili con un giove pre-politeistico. E ad un dio-cielo privo di rapporti con altri dei e funzioni politiche potrebbero riferirsi anche altre usanze del flamen dialis. Comunque nel nome stesso del flamine di giove (dialis da dies=cielo) sarebbe la condizione di isolamento del Giove più antico, nel senso primordiale di dio cielo. Brelich procede per ipotesi e dando spiegazioni non evoluzionistiche. Il presunto isolamento del flamen dialis non si spiega necesariamente come riflesso di una personificazione del cielo pre-politeistica (dialis=sacerdote). L'articolazione dei suoi compiti esprime la ricchezza di un dio sovrano che ingloba nelle sue valenze antiche anche le caratteristiche uraniche. Il Dialis poi non è il solo sacerdote destinato tra i flamen al culto di un solo Dio. In altri casi Brelich stesso suggerisce alternative: la presenza del flamen dialis ai lupercalia si potrebbe spiegare presupponendo che il rovesciamento dell'ordine prelude al suo rinnovamento annuale... comunque per Brelich l'evento decisivo sulla via della formazione di un pantheon pubblico romano è il costituirsi della triade Iuppiter-mars-Quirinus. In questo caso iuppiter da solitario diverrebbe primo tra gli dei, perchè il dialis è il maggiore tra i flamini. Qui Brelich si mostra attento a Dumezil. Ma è solo una convergenza su alcuni punti. Dumezil nega nella formazione politeistica indoeuropea, ogni processo evolutivo a partire da esseri extra umani pre-deistici.

Tratto da STORIA DELLE RELIGIONI di Dario Gemini
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