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Accenni biografici su Luigi Lanzi

Accenni biografici su Luigi Lanzi

Sebbene Lanzi venga ad oggi considerato come uno dei padri della moderna storia dell’arte italiana, si mostrò tuttavia distante dalla fisionomia tradizionale dell’amatore d’arte, per definizione militante; fu anzitutto storico, antiquario, linguista, frequentando poco artisti e mecenati e disinteressandosi ai destini dell’arte a lui coeva. Il motivo che spinse Lanzi verso un interesse per le arti figurative non va ricercato in un’estetica, né in una passione diretta per le opere, né in un contesto collezionistico: fu invece squisitamente storico. A Roma nel 1749 Lanzi entrò nell’ordine dei gesuiti, fino al 1773 (anno della soppressione dell’ordine in Italia per volontà di Clemente XIV), all’interno del quale fu chiamato a reggere la cattedra di greco. L’appartenenza di Lanzi all’ordine più intellettuale della chiesa cattolica ha portato a leggere il suo percorso di studioso, l’impostazione delle sue ricerche, le metodologie storiche utilizzate ed anche lo stile delle sue opere come pesantemente condizionati dalla formazione gesuita. Gli anni romani di Lanzi coincisero con i papati di Benedetto XIV e Clemente XIV: vanno dunque collocati in un momento storico aperto al rinnovamento sia politico che culturale. Entrambe i papi furono promotori di musei e mirarono a dare di sé un’immagine compatibile con il mondo illuminista. La rinnovata attenzione per la storia (dato il clima di stabilità politica raggiunto in Italia dopo il 1748, costruito sulle opposte pressioni austriache e francesi), unito allo studio delle antichità (più o meno a partire dagli anni 60 e che portò all’affermazione di Winkelmann) e l’organizzazione di una politica culturale improntata alla massima visibilità convogliarono nel museo le energie migliori della cultura romana. Nel 1757
Benedetto XIV annunciò l’apertura del museo cristiano, annesso alla biblioteca vaticana; inoltre la pinacoteca capitolina è il risultato di un’intelligente politica culturale posta in essere sotto il pontificato di Benedetto XIV, volta soprattutto alla difesa del patrimonio artistico romano (per ragioni di tutela ed evitare cioè la dispersione di prestigiosi patrimoni) nonché per scopi didattici (insieme alla pinacoteca venne infatti istituita l’accademia del nudo di S. Luca che consentiva ai
giovani artisti di studiare dal vero le opere dell’antichità). Proprio la sua attività di antiquario consentì a Lanzi di trascorrere lunghi anni a Roma.
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