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Utilità dell'esame radiografico della scoliosi


L'esame radiografico della scoliosi valuta:
-il grado della curva che si può valutare attraverso diversi metodi ma il più semplice è il metodo di COBB: le vertebre che devono essere prese in esame all’inizio sono le due vertebre estreme, quelle di inizio e fine curva, sulle quali vengono ad essere tracciate due rette parallele alla limitante somatica superiore, diciamo all’asse orizzontale delle vertebre estreme, quindi vengono ad essere tracciate la prima e la seconda retta, da queste due vertebre vengono ad essere tracciate delle perpendicolari, se il soggetto non ha scoliosi queste due vertebre risultano essere coincidenti perché le parallele alle limitanti sono praticamente parallele, se invece c’è scoliosi si determina un angolo (alfa) supplementare che è l’angolo di scoliosi e che viene ad essere misurato attraverso un goniometro e che ci da quindi i valori della scoliosi.
-l’entità della rotazione dei corpi vertebrali valutabile attraverso diversi metodi ma quello più semplice è quello di NASCH E MOE, basato sempre sull’esame radiografico in antero-posteriore. Guardando i singoli corpi vertebrali sull’esame radiografico in antero-posteriore abbiamo la possibilità di poter identificare i peduncoli vertebrali che sono i cosiddetti occhi della vertebra; se la vertebra non ruota i due occhi risultano essere perfettamente simmetrici l’uno rispetto all’altro, ma nel momento in cui la vertebra inizia a ruotare accade che un occhio viene a portarsi più verso la linea mediana mentre l’altro tende piano piano a scomparire dietro, è chiaro che esiste una scala di valutazione in gradi di questo spostamento che va fino ad una situazione in cui addirittura il peduncolo di sinistra viene a portarsi oltre la linea mediana e l’altro di destra non si vede più perché è completamente girato dall’altro lato; quindi attraverso questa scala si passa da una scoliosi di grado 0 e quindi assente al grado 4 in cui invece la rotazione dei corpi vertebrali è massimale.
-età scheletrica del rachide viene ad essere valutata attraverso l’indagine radiografica del bacino. La scoliosi è una malattia abbastanza strana che può avere una evoluzione estremamente rapida anche nel giro di pochissimi mesi, è quindi molto importante in corso di trattamento di una scoliosi sapere a che punto della fase di accrescimento ci si trova e quando viene raggiunta effettivamente la chiusura della cartilagini di accrescimento perché solo in quel momento è possibile sospendere qualunque tipo di terapia perché sappiamo che la scoliosi sarà certamente esaurita. Avevamo precedentemente descritto alcune età, 16-17 nella donna 18-19 nell’uomo, ma in realtà non possiamo fidarci di questo tipo di considerazione, cioè della valutazione dell’età anagrafica ma dobbiamo invece ricorrere ad una valutazione più corretta perché l’età anagrafica può non coincidere con la consolidazione e quindi dobbiamo valutare l’età scheletrica.
Come facciamo a valutare l’età scheletrica? Trattandosi di colonna vertebrale dovremmo andare a vedere direttamente le cartilagini di accrescimento dei corpi vertebrali e vedere se sono chiuse, se non sono chiuse, o quanto manca ancora alla loro chiusura, compito sicuramente arduo dal momento che andare a riconoscere le cartilagini di accrescimento su una struttura così complessa come la vertebra è parecchio difficile perché esistono dei fenomeni di sovrapposizione, allora si ricorre ad un’escamotage: si è visto che la chiusura delle cartilagini di accrescimento presenti a livello delle creste iliache avviene con gli stessi tempi della chiusura delle cartilagini presenti a livello vertebrale, allora visto che i tempi sono gli stessi è molto più agevole andare a vedere come si chiudono man mano le cartilagini di accrescimento a livello delle creste iliache (che all’inizio si chiudono nella porzione più esterna delle creste e poi piano piano si portano verso l’interno fino alla chiusura completa). Questo che abbiamo descritto è il cosiddetto test di RISSER
Dal punto di vista radiografico all’inizio intorno ai 13 anni comincia a chiudersi la cartilagine di accrescimento, a 14 il processo è ulteriormente progredito ma non ancora chiuso, e all’età di 15-16 anni è perfettamente chiuso.

Tratto da MALATTIE DELL'APPARATO LOCOMOTORE di Irene Mottareale
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