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Le patologie connesse a dolore


Ci sono due modelli di provocazione del dolore: il biomeccanico, secondo cui la legge equilibrio – economia – comfort viene sbilanciata e causa una contrazione antalgica con conseguenti compensazioni posturali; quello delle catene muscolari, ideato per la prima volta da madame Mezieres.

Secondo lei la forma del muscolo determina la funzione, scoprendo che una manovra di adduzione delle scapole per ridurre una ipercifosi dorsale su un suo paziente provocava una iperlordosi cervicale.
Successivamente anche Souchard e Bousquet arrivarono a definire alcune catene muscolari, tra cui la anteriore, la posteriore, quella della spalla e la respiratoria.
Le catene muscolari sono definite come circuiti continui tra loro attraverso cui le forze si propagano.

Negli arti inferiori esistono catene di estensione e flessione, apertura e chiusura.
• La CE è associata ad anteriorità iliaca, in cui l’ala iliaca compie un rotazione anteriore intorno alla testa femorale, causando discesa delle SIAS e ascesa delle SIPS, avanzamento di L4 e L5 e ricurva del ginocchio con conseguente tendinite.
• La CF si associa a posteriorità iliaca, che mal sopporta movimenti bruschi e rapidi e causa flessione di ginocchio, caviglia e volta plantare.
• La CA si associa a ginocchio varo, mentre la CC a ginocchio valgo.

L’eterometria degli arti è la diversa lunghezza di un arto rispetto all’altro.
Nella gamba corta si ha piede varo e rotula mobile, flexum della gamba lunga e bacino alto della gamba corta.
Questa patologia può essere corretta attraverso il sistema posturale, con tolleranza da 4 a 8mm nella scarpa.

Disturbi nella lingua possono dar problemi di deglutizione e quindi della postura. Le funzioni della lingua sono: deglutizione, respirazione e masticazione.
Atipie della deglutizione nel bambino possono portare a formazione della scapola alata ed estensione avanti della testa.
Disturbi del recettore oculare causa un’apertura del piede e bascule del bacino.
L’oculocefalogiria provoca accelerazioni e decelerazioni dei movimenti della testa nello spazio, a causa di alterazioni dei muscoli del collo.

Tratto da DISCIPLINE DELL'APPARATO LOCOMOTORE di Vincenzo Sorgente
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