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Inalienabilità delle collezioni, le funzioni museali, le professionalità museali


Gli elementi costitutivi di un museo sono la collezione, il pubblico, il personale e la sede.

La collezione

La collezione è l’elemento principale del museo, in quanto ne determina la natura e le dimensioni, ed è tendenzialmente inalienabile in quanto elemento che viene preservato per le generazioni presenti e future.

In Italia, l’ inalienabilità delle collezioni è normata dal Codice Civile Italiano e dal Codice dei Beni Culturali, che stabiliscono:
• Che l’inalienabilità è assoluta per le collezioni pubbliche.
• Che sono invece TENDENZIALMENTE inalienabili le collezioni rette da diritto privato.

Quindi, anche se un museo non è giuridicamente pubblico o statale, le collezioni sono alienabili soltanto in occasioni eccezionali.
La normativa italiana è anche molto rigida per quanto riguarda la conservazione e la tutela delle collezioni, in quanto ritiene il legame che queste hanno con il territorio in cui si sono formate elementi imprescindibili.

Le funzioni del museo si distinguono in due grandi classi:
• Funzioni orientate verso la collezione.
• Funzioni orientate verso il pubblico.

Le funzioni orientate verso la collezione sono:

• Collection management, quindi tutto ciò che concerne la gestione del museo.

• Collection care, che rientra nella curatela e prevede le fasi di studio e ricerca, documentazione, conservazione ed esposizione. Lo studio è la fase preliminare da cui nessuna istituzione museale che funzioni può prescindere, mentre per quanto riguarda la documentazione si fa riferimento al catalogo e all’inventario.
Quando un’opera d’arte entra a far parte di una collezione le viene assegnato un numero di inventario, che la identifica in maniera univoca.
Il catalogo è la schedatura scientifica delle collezioni, un’operazione che segue degli standard specifici e che ci deve restituire non solo le informazioni sulla storia dell’opera d’arte, ma anche la sua conformazione fisica e soprattutto il suo stato di conservazione.
In merito alla catalogazione, nel 1923 il Regno d’Italia emette un decreto regio sulla catalogazione, mentre nel 1927 emette il regolamento per la conservazione e la contabilità dei beni culturali e dei reperti archeologici, bibliografici e scientifici.
Nel 1969 nasce in Italia l’Ufficio Centrale del Catalogo, che nel 1975 prende il nome di Istituto Centrale del Catalogo e la Documentazione. Questo istituto formula le norme che devono essere universalmente accettate e seguite da tutte le istituzioni museali, che devono potervi accedere.
Oggi sia l’ inventario sia il catalogo sono operazioni gestite in maniera totalmente informatizzata, mentre prima erano entrambi redatti manualmente.

Ordinamento: tutto ciò che riguarda le decisioni afferenti alle collezioni, dalla loro selezione interna alla loro organizzazione nel museo.

Allestimento: applicazione pratica dell’ordinamento.

Il personale

In un museo che funziona, ordinamento e allestimento, e di conseguenza le figure di riferimento del curatore e del museografo, devono essere complementari.

Professionalità museali orientate verso la collezione:
• Il direttore, il quale ha la responsabilità a 360° di tutto ciò che succede all’interno del museo.
Nei musei piccoli può coincidere con il curatore della collezione.
• Il curatore, il quale si occupa dell’ordinamento delle collezioni. Nei grandi musei possono esserci tanti curatori quante sono le collezioni, mentre nei musei piccoli curatore e direttore possono coincidere. Il curatore è una persona necessariamente specializzata, per esempio uno storico dell’arte o un archeologo, a seconda della natura delle collezioni.
• Il museografo, cioè colui che si occupa dell’allestimento.
• Il restauratore, il quale segue delle norme universalmente riconosciute che fanno riferimento all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro. I grandi musei hanno dei restauratori assunti stabilmente, mentre i musei piccoli si appoggiano a liberi professionisti che periodicamente svolgono il monitoraggio delle collezioni.
• Il registrar, figura recentissima che si occupa dello spostamento delle collezioni sia all’interno della sede museale sia in altre sedi, in occasione per esempio di mostre temporanee.
Egli è responsabile di tutto ciò che concerne lo spostamento dell’opera, quindi della sua assicurazione, della ditta che si occupa del trasporto e di tutti gli accorgimenti necessari al mantenimento dell’integrità dell’opera d’arte.

Tratto da MUSEOLOGIA di Roberta Carta
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