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Geografia della Scizia nelle "Storie" di Erodoto


La Scizia è terra d'eremìa e zona d'eschatìa, terra deserta e zona di confini = limite estremo del mondo. Qui potere e forza conducono prometeo per farvelo incatenare. Aristofane parla di deserto scita. Alessandro nella sua spedizione contro gli Sciti riceve delegati Sciti che gli ricordano come lo spazio scita li renda inafferrabili. Vi sono molti proverbi sulla solitudine scita. Verso nord il paese si estende ai margini del mondo abitato. L'eschatia per i greci è zona al di la delle culture, che ha le stesse caratteristiche dell'oikoumène, la zona ai margini delle città. Ma Erodoto va oltre. non ci si puo limitare a dire che la Scizia è terra d'eremia ed eschatia. Questa terra ha infatti i suoi propri deserti e i suoi propri margini. Poi gli Sciti si dividono in più popoli, che includono anche non Sciti. Si organizza così un sistema di popoli del nord, e i veri deserti sono spostati più lontano, a nord della Scizia: la selvatichezza aumenta andando a nord/nordest. Anche degli uomini. In fondo ci sono infatti arimaspi e grifoni. Gli Sciti di Erodoto sono soltanto uno dei popoli del nord. Erodoto usò varie carte geografiche dell'epoca, carte che fanno uso del principio di simmetria: il mondo è strutturato simmetricamente sui 2 lati di un equatore che attraversa il mediterraneo dalle colonne d'ercole al tauro, passando per sicilia e delfi. A nord il freddo, a sud il caldo, che spiegano tutto.

Tratto da ERODOTO, IL PADRE DELLA STORIA? di Dario Gemini
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