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Un'analisi dell'opera


  
La Suite in mi maggiore n. 5 HWV 430 comprende un Preludio seguito da due danze (Allemande e Courante) ed è conclusa dall' Aria con Variazioni. Il Preludio, abbastanza breve, presenta un carattere brillante e improvvisativo; la scrittura musicale si avvale di arpeggi e di giochi imitativi tra le due mani. L'Allemanda è tradizionalmente bipartita; anche dal punto di vista armonico Haendel non si discosta dai canoni fondamentali delle danze barocche, per cui la prima parte, che inizia nella tonalità di mi maggiore, subisce uno spostamento progressivo verso il tono della dominante, si maggiore, col quale si conclude il primo ritornello, mentre il secondo ritornello, di poco più lungo del precedente, iniziando sull'accordo di si maggiore già sancito, con il la bequadro alla seconda battuta, come dominante di mi maggiore, si riporta sul tono d'impianto attraverso procedimenti modulativi più estesi. La Courante, dal movimento più rapido e in tempo ternario, non subisce variazioni sostanziali dal punto di vista armonico rispetto alla danza precedente.
  
L'Aria con Variazioni presenta un tema seguito da cinque variazioni. Costante è la presenza del suono fisso “si”, dominante del tono d'impianto mi maggiore, che si ripete quasi ossessivamente, facilitando l'associazione mentale con la figura del fabbro che martella sonoramente sulla sua incudine. Il tema, di due sole battute, è una sentence, secondo la definizione schoenberghiana, formato da una idea base che viene ripetuta, seguita da una frammentazione con accelerazione del ritmo armonico e conclusa da una idea cadenzale. Notiamo lo sfasamento ritmico tra battere e levare, dovuto all'inserimento iniziale di una nota pedale (il mi basso alla mano sinistra) della durata di un movimento. La seconda parte del tema, ritornellata come la prima, appare distesa invece su quattro battute, che, ad un'analisi più approfondita, rivelano una struttura complessiva del tema riassumibile nello schema a-b-a'. Le variazioni che seguono l'Aria conducono progressivamente ad un incremento ritmico, dovuto all'inserimento di valori ritmici sempre più piccoli. La prima variazione introduce le semicrome alla mano destra al posto delle crome che avevano caratterizzato il tema. La seconda variazione adotta lo stesso procedimento, ma questa volta alla mano sinistra. La terza e la quarta variazione seguono lo stesso principio, inserendo terzine di semicrome al posto delle precedenti semplici duine, rispettivamente alla mano destra e alla sinistra. La quinta variazione, infine, assolve in una volta sola alle funzioni che prima erano state assegnate a due variazioni differenti, inglobando in se stessa l'incremento ritmico delle parti relative sia alla mano destra che alla mano sinistra: le doppie quartine di biscrome danno l'accelerata finale, concludendo brillantemente tutta la suite.

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