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Marshall McLuhan - Il valore del numero

Marshall McLuhan -  Il valore del numero


Le semplici grandezze numeriche riferite al denaro e alle masse, sono dotate di misterioso potere, nel determinare spinte dinamiche verso lo sviluppo e l’accrescimento.
Il numero unito all’alfabeto fonetico fu il primo mezzo per la frammentazione e la detribalizzazione dell’uomo.  Se l’alfabeto è un’estensione del senso della vita, il numero è un estensione del senso del tatto. La natura del numero è iconica, è quindi una immagine comprensiva ed inclusiva. L’aggregazione dei numeri produce l’ammassamento statistico che porta in qualche modo ad una intuizione primitiva ed una consapevolezza subconscia che forma l’opinione pubblica: ci si sente più soddisfatti all’uso di marche molto note. Il piacere di trovarsi in mezzo ad una folla, diceva Baudelaire, non è altro che l’espressione misteriosa della gioia per la moltiplicazione dei numeri.
Lo sviluppo della matematica è interconnesso con quello dell’alfabeto fonetico: l’invenzione dello spazio euclideo è la diretta azione dell’alfabeto fonetico sui sensi umani, collegando i quali ne deriverà il mondo degli 0 e 1 che andranno a costituire i calcolatori.  Leibniz fu precursore come filosofo dell’era elettrica ipotizzando un’unità suprema dalla quale derivavano tutti gli esseri mediante l’eleganza mistica del sistema binario.
Per i popoli tribali dopo un certo numero ( di solito oltre quello delle dita) vi è solo l’idea del “tanti” , in queste culture il senso di parità o cinestestico è più forte della sensibilità numerica in noi così sviluppata. Per secoli l’uomo si è sviluppato attraverso la frammentazione data dallo stress visivo, solo nell’era elettrica stiamo tornando alla sinestesia tribale grazie all’imposizione di rapporti immediati e non visualizzabili.
Le culture alfabete si distaccano presto dal conto con le mani in favore di una ricerca di una numerazione più fluida.  
In passato per contare grandi masse di soldati, li si faceva spostare misurandone lo spazio occupato; grazie a questa idea si scoprì la possibilità dello 0 che indicava lo spazio vuoto. La tecnologia medievale comportò che lo zero si combinasse alle tecniche prospettiche dandoci la possibilità dell’infinito.

Tratto da MARSHALL MCLUHAN E I MEDIA di Asia Marta Muci
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