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Cosmo e aldilà per gli antichi



Spesso il creatore trae il mondo da un caos informe. E' molto diffusa anche la concezione di un mondo sotterraneo. La cosmologia fu la passione dei presocratici, che continuarono in qualche modo teogonia e cosmologia mitiche. Con loro comunque ci si svincola dalla concezioni mitica tradizionale e si scopre con Anassimandro che la terra è isolata nello spazio. I pitagorici la scoprono sferica. la cosmologia pitagorica vede hestia-fuoco centrale attorno al quale ruotan i 10 corpi celesti. In Platone il mondo è analogo all'uomo, composto di corpo e anima, e ogni fenomeno terrestre riproduce un modello celeste. Aristotele chiama il mondo cielo e lo divide in 2 zone, sopralunare e sublunare. L'astrologia è tradizionalmente legata alla filosofia: Tommaso e Alberto Magno la coltivarono. Sembra la divisione dello zodiaco in 12 parti risalga ai Caldei. Comunque i greci ereditarono le concezioni cosmologiche babilonesi. La concezione della sorte dell'anima, destinata all'astro cui corrisponde la sua virtù, si innesterà su questi temi del corpo celeste come sede di una divinità. C'eran modi diversi di parlare dell'aldilà. Credenza comune nel mondo greco: L'Ade è soggiorno dei morti..una rivoluzione si ha con gli orfici: l'anima non è più il vuoto eidolon omerico ma immortale e incorruttibile viene da Zeus ed è elemento divino. Plutarco espone la dottrina del purgatorio lunare, e mostra il sole come luogo della somma felicità. i diversi gradi di purificazione dunque corrispondono alla successione degli elementi. Il fuoco è il grado ultimo: c'è un fuoco distruttore e uno celeste e divino. Tra i pitagorici c'è l'idea della parentela anime-astri. Gli stoici dicono che l'aria ha psyche e il nous fuoco. Il viaggio nell'oltretomba può presentarsi in diverse forme, tra cui catabasi e sogno. C'è l'ascesa al cielo e la discesa agli inferi, spesso consecutivi. Angeli: nella cultura greca angelos è il messaggero terreno..poi si passa a quello celeste. la diffusione del termine è legata prevalentemente a filone, che li considera anime incorporee create, mentre per i neoplatonici son emanati ed eterni.
Tratto da ORIGINI GRECHE DELL'ESICASMO di Dario Gemini
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