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Filosofia ed Esicasmo



Tra gli orfico-pitagorici all'uomo divino è riservata una vita divina tra gli astri, concepiti come esseri divini. Gli autori antichi come Plotino sottolinean l'importanza del processo di purificazione che, unificando l'uomo, lo rende simile a Dio. Il cosmo infatti raggiunge la perfezione quando la potenza divina lo pervade completamente=infuocarsi. Così l'uomo raggiunge la perfezione quando la scintilla divina in lui si infiamma, fino a pervadere tutto il suo essere:escatologia e divinizzazione si presentano affini. l'uomo divino viene a possedere un corpo fiammeggiante di tipo astrale e il suo nous avvolge il cosmo come etere infuocato, e ha moto circolare. Questa visione presente anche nei testi sull'esicasmo come impianto teorico su cui si innestano gli elementi del metodo di preghiera: ripetere l'invocazione infiamma la scintilla nel cuore / il calore che ne deriva purifica le energie pneumatiche / la discesa nella mente del cuore riconduce all'unione di potenze / nella purificazione dell'anima questa diventa raggiante. il santo poi non può non agire in concordanza con la volontà divina. E' analogo allo stato del cosmo rigenerato e pervaso dal fuoco divino, ogni sua componente armonica. per Nikodemo la mente che scende nel cuore vi trova un cielo e elementi.. poi come la catabasi anche per loro c'è una discesa nel cielo interiore nelle profondità oscure del cuore.

Tratto da ORIGINI GRECHE DELL'ESICASMO di Dario Gemini
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