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1970s: piogge acide provocate dalla presenza di inquinanti atmosferici


La deposizione acida umida, meglio nota come pioggia acida, in meteorologia consiste nella ricaduta dall'atmosfera sul suolo di particelle acide, molecole acide diffuse nell'atmosfera che vengono catturate e deposte al suolo da precipitazioni quali: piogge, neve, grandine, nebbie, rugiade, ecc. Una pioggia viene definita acida quando il suo pH è minore di 5; normalmente il pH della pioggia assume valori compresi fra 5 e 6,5 ed è costituita prevalentemente da acqua distillata e pulviscolo atmosferico, mentre la composizione delle deposizioni acide umide è data per circa il 70% da anidride solforica, che reagisce in acqua dando acido solforico.

Il rimanente 30% risulta principalmente costituito dagli ossidi di azoto

I primi effetti corrosivi delle deposizioni acide furono osservati nelle aree urbane da John Evelyn, il quale nel XVII secolo, identificò in tali deposizioni la principale causa del cattivo stato di conservazione di strutture in marmo e calcare. Dall'epoca della rivoluzione industriale in poi, le emissioni di anidride solforosa e ossidi di azoto nell'atmosfera sono aumentate in maniera consistente, non spiegabile con la sola attività vulcanica.
Nel 1852, Robert Angus Smith fu il primo a mostrare la relazione tra piogge acide e inquinamento atmosferico a Manchester, in Inghilterra. Anche se la scoperta delle deposizioni acide risale al 1852, l'interesse scientifico e le analisi sistematiche sul fenomeno iniziano alla fine del 1960. Il termine "piogge acide" è stato coniato nel 1872 da Robert Angus Smith. 

Le cause della pioggia acida sono l'emissione sia naturali, dei vulcani, o antropiche (di natura industriale) di CO 2, SO 2 e NO x. Questi ossidi in equilibrio con l'acqua generano composti acidi.


Queste piogge acide provocano effetti negativi sulle forme di vita sia acquatiche che vegetali, sulla salute umana, ma anche su edifici e statue (soprattutto di calcare e marmo). 
Per combattere le piogge acide si è ricorsi alla riduzione delle emissioni di CO 2, SO 2 e NO x

Tratto da PROCESSI INDUSTRIALI ECOSOSTENIBILI di Laura Marongiu
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