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Chimica e Sviluppo Sostenibile


Finora abbiamo parlato del concetto di sostenibilità senza però parlare di come la chimica entra in gioco nello sviluppo sostenibile. 

È innegabile che la chimica, specialmente durante il XX secolo, abbia portato enormi miglioramenti alla qualità della vita dell’umanità, cambiando per sempre il nostro modo di vivere. 

La chimica ha avuto un ruolo essenziale in moltissimi aspetti della vita quotidiana, forse i vantaggi più percepiti provengono dal settore farmaceutico grazie allo sviluppo di antidolorifici, antibiotici, farmaci per il cuore, ecc.

Tuttavia è difficile pensare a un aspetto della vita moderna che non sia stato trasformato da prodotti dell’industria chimica e industrie affini, ad esempio: 
• Trasporti: produzione di benzina e gasolio, additivi per benzine per una miglior efficienza e minori emissioni, marmitte catalitiche, materie plastiche per ridurre il peso dei veicoli, ecc. 
• Abbigliamento: fibre artificiali come rayon e nylon, coloranti, impermeabilizzazioni; 
• Sport: materiali compositi e attrezzature, superfici per tutte le stagioni; 
• Dispositivi di sicurezza: caschi leggeri e robusti in policarbonato, mobili ignifughi; 
• Industria alimentare: refrigeranti, imballaggi, conservanti; 
• Prodotti medicali: articolazioni artificiali, sacche di sangue, anestetici, disinfettanti, vaccini, otturazioni dentarie, lenti a contatto, contraccettivi; 
• Prodotti per l’ufficio: toner per fotocopiatrici, inchiostri, display a cristalli liquidi; 
• Prodotti per la casa: materiali e coloranti per tappeti, plastiche per televisori e cellulari, CD, nastri audio e video, vernici, detergenti; 
• Prodotti per l’agricoltura e l’allevamento. 

L'industria chimica impiega molte persone, genera profitti elevati ed è essenziale per tutte le altre industrie. Ci sono industrie che non sono chimiche, ma che senza l'uso di un processo chimico non potrebbero andare avanti, altre industrie ancora sfruttano i prodotti dell'industria chimica per produrre altre cose. Quindi la chimica e l'industria chimica sono essenziali per il nostro benessere.

Nonostante questo l'opinione comune riguardo alla chimica è che sia “brutta e cattiva”. 
Vi è la costante contrapposizione “chimico” vs. “biologico”; eppure esistono tante sostanze naturali che sono veleni e tante sostanze di sintesi che hanno permesso lo sviluppo in tanti campi. 

Il problema nasce perché la società comune in qualche modo ignora quale sia l'uso del prodotto finale, del prodotto chimico, infatti difficilmente l'industria chimica vende direttamente al consumatore finale (es. plastica, petrolio, ecc.). 

Ignoranza e suggestione fanno sì che vedano visti male prodotti quali fertilizzanti, pesticidi, DDT, vaccini, tensioattivi (SLS) e fanno nascere leggende come le “scie chimiche”. 

La ragione principale di questa visione è che l'industria chimica è percepita come inquinante e causa di notevoli danni ambientali.
C'è una certa dose di verità in questa visione a causa di disastri molto ben pubblicizzati, quali Bhopal, che causarono danni ambientali e la perdita di vite umane. 

Così come disastri ambientali specifici, l'inquinamento generale che si è posto all'attenzione del pubblico, tra gli anni '60 e '70, attraverso l' eutrofizzazione, la formazione di schiume nei fiumi, la scoperta di inquinanti organici persistenti e il famoso incendio sul fiume Cuyahoga hanno avuto un ruolo nella formazione di questa visione dell'industria chimica. 
Tuttavia ci sono stati casi in cui la chimica ha provocato dei danni, dei quali bisogna prendere atto. 

Tra questi ci sono stati: 
1. Immissioni sul mercato di sostanze tossiche 
2. Incidenti 
3. Casi di inquinamento 

Tratto da PROCESSI INDUSTRIALI ECOSOSTENIBILI di Laura Marongiu
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