Skip to content

Industria Chimica “di bulk”

Industria Chimica “di bulk” (~ industria chimica primaria di base e intermedia; commodities)

All’inizio (sino agli anni '40) c’era poca competizione, quindi i margini di vendita erano elevati rispetto ai bassi costi di produzione e i volumi di produzione erano relativamente bassi.
La produzione di waste (in particolare se benigni) non era considerata un problema, quindi anche producendo scarti si trovava il modo per liberarsene.
L’aumento della richiesta di prodotti di base ha causato l’aumento dei volumi di produzione e della competizione per cui da subito è ricorsa alla ricerca di miglioramenti di processo per ottenere benefici economici.
Questo tipo di industria produce molti scarti, ma proporzionalmente produce ancor più prodotti, quindi il rapporto scarto/prodotto è abbastanza basso e questo perché l’industria primaria si è dovuta fin da subito preoccupare di grosse quantità di scarti.
Siccome i prodotti delle industrie di base sono per lo più prodotti con un basso valore aggiunto (basso valore di mercato) da subito l’industria di base si è dovuta preoccupare di minimizzare gli scarti per minimizzare i costi e rendere il processo vantaggioso dal punto di vista economico.

Esempio: produzione del fenolo
Questo è un tipico prodotto dell’industria di base, prodotto in quantità elevate perché serve per tante cose.
Il fenolo inizialmente, prima dello sviluppo delle industrie, veniva prodotto con tecniche complesse a partire dal carbonio, che veniva pirolizzato.
Tra le altre cose si otteneva il catrame, dal quale per distillazione si otteneva il fenolo.
Alla fine del 19esimo secolo è stato creato un processo dalla BASF che si basa sulla solfonazione del benzene.
Il processo genera molti scarti (Sali inorganici e CO 2), quindi si è cercato qualcosa di meglio per produrre il fenolo.
Negli anni ’40 l’aumento della richiesta (soprattutto per la produzione di resine fenoliche e policarbonati) ha portato al miglioramento del processo e nel ’44 Hock ha sviluppato un nuovo metodo ancora oggi utilizzato, che consiste nel passare attraverso il cumene. Con questo processo otteniamo il fenolo con produzione di un coprodotto (acetone). Tutti questi sono processi catalitici, che avvengono attraverso catalizzatori solidi, hanno una resa del 90% circa e non portano a sottoprodotti inutili (da smaltire).

Tratto da PROCESSI INDUSTRIALI ECOSOSTENIBILI di Laura Marongiu
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.

Forse potrebbe interessarti:

Politica economica

Appunti delle lezioni di Politica Economica dell'Ambiente a.a. 2009-10.