Skip to content

Nota Policarbonati


Facciamo l’esempio della produzione di policarbonati.
Poliesteri dell’acido carbonico (H 2CO 3), formalmente ottenibili, per lo meno quelli lineari, per reazione di un acido carbonico con un diolo, attraverso una esterificazione che porta a una unità ripetitiva.

In realtà quando si parla di policarbonati si intende il policarbonato di bisfenolo-A (policarbonato, PC, per antonomasia), ottenuto dalla policondensazione dell’acido carbonico con il bisfenolo-A.



I policarbonati sono materiali termoplastici.

Caratteristiche: trasparenti, infrangibili, resistenza termica e meccaniche, buone proprietà elettriche, durezza, resistenza chimica (acidi minerali, idrocarburi alifatici, benzina, grassi, oli, alcoli tranne metilico, e acqua sotto i 70 °C).

Svariati campi di applicazione: nell’ottica per le lenti degli occhiali, nell’elettronica per i computer e per i compact disc, nel campo delle costruzioni per coperture e pannelli trasparenti e colorati, nel settore dei trasporti per i caschi e le coperture dei fanali, nel campo medico (grazie alla possibilità di sterilizzare gli oggetti di tale materiale) per le apparecchiature per la dialisi artificiale e per la cardiochirurgia, per la prima infanzia (biberon, incubatrici) e le cure domiciliari (aerosol). Il policarbonato spesso sostituisce il vetro, a differenza del quale è curvabile a freddo.

Il policarbonato è un gran bel materiale, ma se si degrada o se nel corso della preparazione non è particolarmente puro ci può essere il bisfenolo-A libero che non è salubre.
Viene prodotto per condensazione di acetone e fenolo ed è nota la sua pericolosità per la salute dell’uomo ( soprattutto per lo sviluppo sessuale maschile), quindi il problema è il monomero che può rigenerarsi. Per questo motivo non si usa più il policarbonato o qualunque altro polimero prodotto a partire dal bisfenolo-A per la produzione di materiali per l’infanzia, quali biberon. Il consiglio è comunque quello di non mettere le plastiche nel forno a microonde e non lavarli nelle lavastoviglie, dove si raggiungono temperature molto elevate, e/o con detersivi aggressivi.

Processo classico con fosgene:

I policarbonati sono dei materiali molto importanti e vengono tradizionalmente preparati facendo reagire il bisfenolo-A con il fosgene, che è il cloruro dell’acido carbonico, ma i cloruri acilici sono più reattivi dell’acido corrispondente. L’uso di grandi quantità di fosgene (tossico) è il problema principale. Quello che si ottiene sarà quindi il policarbonato ma anche uno scarto di acido cloridrico. Notiamo che in questa sintesi c’è molto cloro, quindi non può essere considerata soddisfacente da punto di vista della GC.

Tratto da PROCESSI INDUSTRIALI ECOSOSTENIBILI di Laura Marongiu
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.

Forse potrebbe interessarti:

Politica economica

Appunti delle lezioni di Politica Economica dell'Ambiente a.a. 2009-10.