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Cognizione


Cognizione: non è arbitraria e astratta ma è basata su processi sensorimotori, per questo viene detta “embodied”.
Dipende dal tipo di organismo e dal tipo di interazione con l’ambiente: viene detta anche “grounded” in quanto è ancorata all’esperienza dell’organismo.

Secondo le teorie tradizionali, la cognizione è la parte più importante della nostra attività mentale, mentre azione e percezione sono parti periferiche. In particolare, la percezione precede ed è separata dall’azione, l’esperienza sensoriale viene tradotta in simboli arbitrari e la risposta non influenza la percezione.
Secondo il cognitivismo, la mente è l’elemento intermedio tra il comportamento e l’attività cerebrale neurofisiologica. I processi mentali sono visti come un flusso di info che attraversa vari stadi e che può essere rappresentato con un diagramma di flusso. Ogni processo cognitivo si svolge in catene temporali, le cui sequenze di stadi sono composte dalle varie rappresentazioni che portano dallo stimolo alla risposta.

Modelli di elaborazione dell’info:
  • Modello precedente: è seriale, gerarchico e omogeneo. Prevede una sequenza in cui l’info parte dai recettori  e passa al talamo, alla corteccia sensoriale primaria, alla corteccia sensoriale secondaria e infine arriva alla corteccia associativa. È considerato non valido perché l’idea di un’unica sequenza non può essere congruente con le nostre nozioni di come operi il cervello;
  • Modello recente: è parallelo, gerarchico e segregato. Sostiene che a livello di ogni modalità sensoriale ci siano varie modalità di elaborazione.
Ci sono due sistemi principali per l’elaborazione di info:
  • sistema ventrale, che agisce per l’identificazione di oggetti;
  • sistema dorsale, che agisce per l’interazione con gli oggetti.
Prove che dimostrano la dissociazione tra questi due sistemi sono le patologie dell’agnosia visiva e dell’atassia ottica:
  • un soggetto affetto da agnosia visiva ha riportato una lesione al lobo temporale e non è in grado di riconoscere un oggetto ma riesce ad interagire con esso;
  • un soggetto affetto da atassia ottica ha riportato una lesione al lobo parietale ed è in grado di riconoscere un oggetto ma non di interagire con esso.
Tratto da PSICOBIOLOGIA di Giulia Bonaccorsi
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