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Immediatezza e realtà virtuale nella storia dell'immagine. Pittura e fotorealismo


La logica dell’immediatezza si è manifestata a partire dal rinascimento, fino ad arrivare ai giorni nostri dove assume significati diversi a seconda dell’utente.
La realtà virtuale è immersiva ( il suo scopo ultimo è rendersi invisibile ). Deve avvicinarsi il più possibile all’esperienza visiva quotidiana. Scopo della VR è quello di incoraggiare nell’utente un senso di presenza: l’utente dovrebbe dimenticarsi che sta indossando un interfaccia computerizzata e accettare l’immagine grafica come il proprio mondo visuale.
La VR vuole creare un interfaccia trasparente. L’interfaccia trasparente: è un ulteriore manifestazione del bisogno di negare il carattere mediato della tecnologia digitale.
L’immediatezza è stata una caratteristica fondamentale delle modalità di rappresentazione visuale sviluppatesi nell’occidente. Già con la pittura si cercava di ottenere trasparenza dal momento che il pittore cercava di agire sulla superficie per rendere invisibili le pennellate: la tecnica della cancellazione della superficie è fondamentale per far coincidere lo spazio del dipinto con quello dello spettatore(tromp l’oeil). Anche con la fotografia si ottenne il doppio risultato di nascondere sia l’artista, sia il processo stesso di produzione. In realtà la riproduzione fotografica è stata spesso considerata un passo troppo avanzato verso l’occultamento dell’artista, poiché lo elimina definitivamente. La grafica digitale crea a sua volta immagini in prospettiva ma applica a questa prospettiva il rigore dell’algebra. I programmatori  loro volta cercano di rimuovere le tracce della loro presenza per dare al programma la maggiore autonomia possibile.
Fotorealismo: alcuni esperti di computer grafica, affermano spesso di voler raggiungere il livello di fotorealismo; cercano di rendere le immagini sintetiche da loro prodotte indistinguibili dai corrispettivi fotografici.
La fotografia nasconde il soggetto umano attraverso la meccanica e la chimica delle lenti, la grafica digitale lo fa algoritmicamente.
Nella pittura e nella fotografia il punto di vista dell’utente è fisso, nel cinema e nella tv diventa mobile, ma è sempre il regista o il montatore a controllare questo movimento. Oggi l’animazione computerizzata può funzionare come un film ma la sequenza può anche essere posta sotto il controllo dello spettatore (VR).
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