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Rimediazione e il sè virtuale


La realtà virtuale e in generale la grafica tridimensionale sono tecnologie che tentano di ottenere la presenza del se nei confronti di se stesso attraverso l’utilizzo di un punto di vista reso di recente mobile: questa libertà di movimento diventa la qualità che contraddistingue il se’ virtuale.
Una delle principali attrazioni culturali associate ai media digitali è che essi permettono all’utente  di controllare il punto di vista, e questo controllo può essere inteso in senso operazionale. Lo spettatore dispone di ciò che i matematici definiscono come i sei gradi di libertà poiché esistono sei differenti modi in cui l’utente può alterare la propria relazione con ciò che visivamente circonda. Ciò che rene unica la grafica digitale interattiva è che tali libertà possono avvenire secondo la volontà dell’utente.
Questi stadi operazionali di libertà hanno, per la nostra cultura, un significato metaforico: corrispondono infatti ai vari atteggiamenti che abbiamo nei confronti del ruolo e del valore dell’individuo. Rimanendo in uno spazio e girando nelle tre dimensioni, lo spettatore cambia il proprio campo visuale senza mutare la situazione nella quale si trova. La libertà può essere un obiettivo culturale più radicale: può permetterci di occupare la posizione, e dunque il punto di vista, di persone e creature diverse da noi. Valore dell’ empatia e importanza del punto di vista.
In generale la libertà di essere se stessi coincide con la libertà di diventare qualcun altro.
Lo spazio della realtà virtuale ridefinisce l’io inteso in senso tradizionale.
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